Per chi suona la campanella?

di Donatella Swift

Il cambio della guardia al Ministero dell’Istruzione sembra essere partito con il botto. Secondo un articolo uscito su Repubblica, la neo ministra Lucia Azzolina avrebbe utilizzato, per redigere la tesi di abilitazione all’insegnamento, intere pagine di manuali specialistici senza citarne le relative fonti. Il polverone arriva a pochissimi giorni del giuramento della stessa Azzolina come titolare del dicastero di Viale Trastevere, per la parte che riguarda la Pubblica Istruzione. La Azzolina era stata indicata dall’uscente ministro Fioramonti, insieme a Gaetano Manfredi designato per l’Università, come suo successore al Ministero. Proveniente dal sindacato Anief, da sempre in prima fila per i ricorsi nei confronti del Ministero stesso, fin dalle prime battute la Azzolina era stata additata come colei che aveva partecipato al concorso per DS, non passandolo, per poi essere nella commissione cultura che aveva ammesso il ricorso degli stessi ricorrenti. Qualcuno quindi aveva ipotizzato che la Azzolina avesse un certo conflitto di interessi, poi fatto lasciar correre nelle ultime settimane. Adesso arriva come una sorta di fulmine a ciel sereno questa nuova accusa, niente meno che di plagio, per aver in qualche modo bypassato una tesi, non di laurea bensì di abilitazione. Anche se la stessa ministra ha tenuto a sottolineare che la tesi non era quella di laurea, come subito rilevato da Salvini che a caldo né ha chiesto le dimissioni, la notizia sta facendo un certo scalpore, perché chi dovrebbe dare un esempio sembra che sia venuto meno in merito a questioni deontologiche. Se un alunno copia, da appunti o da Wikipedia, viene giustamente ripreso e la sua valutazione ne risente decisamente. Staremo a vedere come si svilupperà questa grana ulteriore per il Conte bis.

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