DAL CALDO DI DICEMBRE ALLO SMOG ATTUALE

di Carlo Radollovich

Durante il giorno di Natale, qualcuno dei nostri lettori avrà forse posato lo sguardo sulla colonnina del proprio termometro. Avrebbe notato, con incredibile sorpresa, un livello pari a 16 gradi circa, sospettando che quella temperatura fosse frutto di una falsa misurazione.

Ma verso mezzogiorno ci si rendeva conto, dando un’occhiata al sole, che il caldo avvertito era più che reale.

Infatti, le statistiche ci dicono che il dicembre 2019 è stato il più mite da 120 anni a questa parte, con una temperatura di 3,2 gradi superiore alla media.

Si sta da anni osservando come l’aumento delle temperature, in generale, corrisponda a periodi di tempo decisamente anomali a causa di un surriscaldamento dell’atmosfera che ha purtroppo consentito di raggiungere livelli di temperatura forse mai ipotizzabili. Contemporaneamente, sempre nel 2019, si è verificato un intensificarsi di nubifragi e le piogge, assai violente, si concentravano in lassi di tempo molto vicini tra loro.

Ricordiamo il temporale assai impetuoso scatenatosi su Milano verso metà ottobre, temporale che ha causato l’allagamento di numerose strade e persino la chiusura di cinque scuole.

Vi sono altre colpe al di là del generale surriscaldamento terrestre? Nella nostra città, per esempio, il cemento è sempre più presente e l’ammasso di edifici crea non soltanto l’aumento della temperatura, ma genera anche fenomeni meteorologici molto più accentuati.

Che cosa osserviamo in questi giorni uscendo di casa? L’aria sembra essere quasi irrespirabile, il freddo si è fatto pungente e la nebbia avvolge le case in diversi quartieri. E poi l’alta pressione, in assenza totale di vento, ha contribuito ad aumentare la consistenza delle polveri sottili che si sono posizionate ben oltre i livelli di guardia.

A peggiorare la situazione si è attuato quest’oggi lo sciopero ferroviario di Trenord, tanto che le nostre autorità, per consentire a parecchi pendolari di giungere puntuali sui posti di lavoro, ha consentito, seppure in via eccezionale, la circolazione delle auto più inquinanti.

Per quanto riguarda l’aria che sta entrando nei nostri polmoni, il 2020 non ha avuto un buon inizio. E se lo scorso anno abbiamo trascorso ben 70 giorni con lo smog oltre i normali limiti, le premesse di questi giorni non ci fanno sperare in un miglioramento. Dovremmo in ogni caso iniziare ad avviare in Milano controlli ancora più stretti sulla circolazione dei mezzi nelle Aree A e B. Non un aiuto ecologico globale, ma pur sempre un passo avanti.

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