GLI ORTI IN CITTA’

di Carlo Radollovich

Le persone che hanno la fortuna di possedere una seconda casa in campagna e un appezzamento di terreno anche piccolo, possono dar sfogo, escludendo l’inverno, alle proprie voglie agresti nel corso del week end, coltivando verdure di stagione, compresi pomodori e pure patate, magari delegando i propri vicini per l’innaffiamento dell’orto nel corso della settimana.

E’ certo che gli “aficionados” più anziani proseguono con continuità questa loro speciale e sana attività durante la bella stagione, ma è curioso notare che il desiderio di avere contatti sempre più frequenti con la terra si è manifestato da qualche tempo anche tra i giovani.

Come possono dare spazio a questa loro passione, magari in veste di piccoli agronomi? Molto semplice. Si coltiva anche in città, sfruttando balconi alquanto ampi, terrazze a volte “ricche” di materiali da portare in discarica oppure angoli di cortili di proprietà.

Ma essi possono dare vita anche a vere e proprie opere di giardinaggio grazie a certi appezzamenti che il Comune di Milano mette a disposizione di talune associazioni nel tentativo di offrire riqualificazione a certi anfratti di zona o di quartiere.

Addirittura ne esistono alcuni niente meno che ai piedi del Bosco Verticale, a Porta Nuova (vedi foto), ove confluiscono decine di persone che intendono ricorrere a misure anti stress o semplicemente dedicarsi a un passatempo che impegna di sicuro fisicamente, ma che contribuisce al tempo stesso a creare una certa serenità al proprio interno.

Ma esistono altri esempi di “coltivazioni” che arricchiscono la città con quel verde, seppure proveniente da orticelli, di cui abbiamo molta necessità. E’ il caso degli ”Orti di via Padova” ove la presenza di numerosi volontari ha fatto sorgere negli ultimi anni una sorta di oasi verde che ha saputo persino ridipingere un luogo di periferia.

Insomma, dovremmo a turno trasformarci in piccoli contadini con la finalità di veder crescere (e anche di gustare) tutto ciò che è stato prodotto dalla nostra fatica e forse anche da qualche sacrificio.

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