MILANO: LA CARATTERISTICA FONTANA NELLA PIAZZA OMONIMA

di Carlo Radollovich

Piazza Fontana, situata alla spalle del Duomo, accoglie ciò che potremmo definire un artistico “fontanone”, non tanto per le sue dimensioni quanto per l’imponente e bellissimo granito di cui essa è costituita. Per parecchio tempo essa fu la prima ad adornare la nostra città e anche l’unica per almeno mezzo secolo.

E’ contornata da due bellissime sirene con trecce discendenti sul petto, entrambe a cavallo di due draghi da cui fuoriescono curiosi zampilli. Vennero scolpite da Giuseppe Franchi (1731 – 1806), già docente presso l’Accademia di Brera e autore di certe interessanti decorazioni che il vicino Palazzo Reale può vantare.

La fontana fu voluta nel 1769 da Maria Teresa d’Austria e progettata dall’architetto Giuseppe Piermarini, sempre puntuale e fedele agli incarichi che provenivano da Vienna. Venne disegnata in stile neoclassico che potremmo inquadrare nella sua forma più nobile. Il granito a cui accennavamo rispecchia un delicatissimo color rosa che forse soltanto le cave di Baveno erano in grado di offrire.

Non appena la fontana iniziò a far bella mostra di sé, i nostri concittadini, ma anche diversi forestieri, si precipitarono ad ammirarla. Assaggiarono l’acqua proveniente dal Seveso (coraggiosi!) e in molti la ritennero addirittura salutare. Forse, nell’Ottocento, tale acqua dissetava anche i “brumisti” ovvero i conducenti di carrozze pubbliche. Essi stavano per ore seduti a cassetta, in attesa di clienti. Il loro abbigliamento era assai valido: cilindro in testa e guanti bianchi contraddistinguevano la loro eleganza.

Molti si chiedono come mai ci vollero tredici anni per poterla inaugurare (agosto 1782). In effetti si incontrarono numerose difficoltà tecniche tra cui una pendenza del tutto insufficiente, tanto che venne finalmente deciso di abbassarla rispetto al piano stradale.

Una nota curiosa: le sirene vennero battezzate “Teodolinde” dai vecchi milanesi, probabilmente per sottolineare le loro prosperose forme ossia spiccate rotondità che erano particolarmente apprezzate presso la corte della regina Teodolinda.

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