La storia di Bek, la tirannosauro che si credeva un’iguanodonte

di Ugo Perugini  —-

I dinosauri piacciono molto ai bambini ma anche agli adulti. Gli uomini, e i cuccioli di uomo, sembra addirittura che mostrino maggiore attenzione nei confronti degli animali ormai estinti da secoli piuttosto che in quelli in via di estinzione. E’ uno dei paradossi della nostra epoca.

Dal momento che di dinosauri non ce ne sono più in circolazione e la loro estinzione non è responsabilità degli uomini, possiamo farli diventare i protagonisti di tutte le nostre fantasie senza alcun senso di colpa. Oltretutto, non fanno più troppa paura, e possiamo immaginarli anche più grandi di come erano in realtà, dotati di una forza prodigiosa e attribuendo loro  tutti i sentimenti umani per farli rivivere nelle favole: crudeltà ma anche generosità, intelligenza ma anche stupidità, ecc. Proprio come fa Marcella Ricci nel suo libro “Bek dagli occhi azzurri”.

I dinosauri non sono come altri esseri favolosi (i draghi o i mostri, ad esempio), frutto esclusivo della nostra fantasia. Sono esistiti sul serio e ne abbiamo le prove. In aggiunta, la loro vicenda sta lì a dimostrarci che, se non stiamo attenti, anche noi potremmo estinguerci come è successo a loro oltre 65 milioni di anni fa. Magari, non a causa di un evento catastrofico come la caduta di un meteorite ma, peggio ancora, a causa della nostra incapacità di gestire il grande patrimonio della natura che abbiamo a disposizione.

Ma torniamo al libro-favola di Marcella Ricci che si legge con facilità, considerata la sua prosa piana e accattivante. La storia ambientata alla vigilia della caduta del meteorite che sterminerà i dinosauri, può ricordare la famosa favola del brutto anatroccolo di Hans Christian Andersen. Anche qui, per incredibili circostanze, un uovo covato da una femmina di dinosauro carnivoro (tirannosauro) finisce nella nidiata di una iguanodonte (dinosauro erbivoro).

Nascerà Bek e verrà allevata con amore dai genitori adottivi insieme ai suoi fratelli – e soprattutto a sua sorella Cros – senza farle pesare la sua “diversità”. Ben presto Bek, però,  si renderà conto che appartiene a un’altra specie e dovrà accettare la sua vera natura. La storia la vedrà coinvolta in incredibili avventure, equivoci e scontri a non finire, finché sarà costretta ad abbandonare la famiglia e il branco che l’ha adottata. Divenuta adulta, insieme ad un compagno della sua specie creerà un’altra famiglia, ma, nonostante tutto, il rapporto di affetto con la sorella non verrà mai meno fino alla fine.

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La biologa Marcella Ricci, autrice del romanzo

Abbiamo rivolto all’Autrice, che è laureata in biologia e insegnante alle scuole superiori, alcune domande.

A lei da piccola piacevano le favole? La favola che ha realizzato si è ispirata a quella di H. C. Andersen “Il brutto anatroccolo”?

Si, come tutti i bambini amavo le favole. E le amo ancora! E, naturalmente, lo spunto iniziale parte dalla famosa favola di Andersen “Il brutto anatroccolo”, ma anche dalla strategia riproduttiva del cuculo: depone il suo uovo nel nido di qualcun altro, e lascia che i genitori adottivi allevino la sua prole, senza riconoscerne la diversità.

Le fiabe sono una metafora della vita. Nella sua, come in quasi tutte le favole, si racconta un processo di crescita e di presa di coscienza. Inoltre, emergono diversi problemi come quella della diversità, del contrasto tra esigenze della natura e legami affettivi. Lei sostiene che questa storia può essere anche adatta a un pubblico adulto. Ci vuole spiegare perché?

“Bek dagli occhi azzurri” è una favola per adulti, e dovrebbe essere letta ai bambini con la mediazione di un adulto. Vi sono molte scene cruente che è necessario spiegare e far comprendere nel modo migliore. Quello che deve emergere è l’importanza del rapporto profondo di amicizia e rispetto che lega le due sorelle così diverse, Bek, tirannosauro, e Cros, iguanodonte, e che riesce a superare anche le enormi differenze tra predatore e preda previste in natura.

Ho voluto così dedicare questa storia a tutti quelli che si sentono discriminati per il loro aspetto, il colore della loro pelle, per le loro tendenze sessuali, le loro origini e per qualsiasi condizione personale che non dipende dalla propria volontà.

Marcella Ricci, Bek dagli occhi azzurri, Romanzo, 2019, Mursia Editore, 16 euro.

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