SANTA MARIA ANNUNCIATA IN CHIESA ROSSA

di Carlo Radollovich

Questo tempio possiede una meravigliosa particolarità che lo contraddistingue da tutte le altre chiese. Infatti l’impianto di illuminazione, che qui si può ammirare, è frutto di una speciale installazione a luce fluorescente messa a punto dall’artista americano Dan Flavin e donata alla parrocchia dalla Fondazione Prada ventidue anni fa. Il “trucco” si avvale di grandi neon nei colori rosso, giallo, blu, rosa e verde, tutti a luce ultravioletta, che donano alla chiesa un’atmosfera davvero avvolgente, soprattutto se la visita viene effettuata al calar del sole, quando fuori iniziano le prime tenebre.

Ma ecco alcune notizie riguardanti questa chiesa, iniziata in via Neera (Quartiere Stadera) nel 1926 dall’ingegner Franco Della Porta in stile neoromanico prevedendo tre navate con altrettanti absidi e successivamente sviluppata a croce latina dall’architetto Giovanni Muzio (1893 – 1982), l’accademico forse più rappresentativo delle teorie del “Novecento” in contrapposizione a quelle del Razionalismo”.

La sua costruzione, di aspetto monumentale, fu terminata nel 1932 e consacrata nello stesso anno dal cardinale Schuster (una lapide, scritta in latino, ricorda quel giorno), mentre il portico anteriore (pronao) fu completato solo nel 1960. Il transetto evidenzia un soffitto in legno con capriate a vista. L’altare maggiore, posto nell’abside, è sormontato da un ciborio in marmo che poggia su quattro colonne.

Sul lato sinistro della chiesa si trova il fonte battesimale posto in una cappella ottagonale. Da rimirare anche la cappella mariana con la statua della Madonna, opera di Giacomo Munster di Ortisei. A proposito di opere presenti: sopra il fonte battesimale si può osservare il magnifico San Giovannino, scultura giovanile di Giacomo Manzù, mentre all’esterno ecco apparire la scultura del maestro Pino Pedano che raffigura San Pio da Pietrelcina.

Un’ultima segnalazione: sono presenti due organi a canne. Il primo, a trasmissione elettropneumatica, fu costruito nel 1967 dalla ditta Costamagna. Il secondo, studiato su esempi di antichi organi tedeschi, è stato realizzato nel 2007 dalla ditta Mascioni.

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