LA TRAGEDIA DI GORLA, 75 ANNI FA

di Carlo Radollovich

Gorla era un Comune a tutti gli effetti sino al dicembre 1923, quando le autorità governative decisero di inglobarlo nella città di Milano unitamente ad altri 10 Comuni e cioè Villapizzone, Musocco, Baggio, Affori, Chiaravalle Milanese, Crescenzago, Greco, Lambrate, Niguarda e Vigentino.

Proprio su Gorla, la mattina del 20 ottobre 1944, un aereo appartenente alle forze alleate sganciò un intero carico di bombe provocando la morte di 184 bambini che stavano uscendo dalla scuola elementare “Francesco Crispi” per raggiungere il rifugio antiaereo. Perirono con loro 14 insegnanti, la direttrice della scuola, un’assistente sanitaria e 4 bidelli.

L’aereo, decollato dall’aeroporto Castelluccio dei Sauri nei pressi di Foggia, prevedeva originariamente di bombardare una delle strutture siderurgiche lombarde, ossia la Breda.
Ma a seguito di una serie di equivoci sorti, probabilmente causati da un’errata interpretazione delle coordinate in codice, avvenne purtroppo il bombardamento. Negli ultimi minuti, il comandante James Knapp si rese conto degli errori commessi, ma l’intero carico di bombe, circa 340 da 500 libbre cadauna, tutte innescate, furono purtroppo sganciate.

Ci si chiede ancora oggi se, grazie ad una manovra assai tempestiva (ormai fallito il bersaglio Breda), non fosse stato possibile lanciare questo carico di morte in aperta campagna. Perché non tentare questa manovra? Perché far cadere sulla città qualcosa come 80 tonnellate di esplosivo?

I piccoli martiri di Gorla continuano a vivere nella memoria di tutti gli anziani che assistettero impotenti alla tremenda distruzione dell’edificio scolastico. La nuova scuola elementare, sorta vicino alla distrutta “Francesco Crispi”, è stata dedicata alle piccole vittime.

Va infine detto che gli abitanti di Gorla, grazie anche all’aiuto delle Acciaierie Falk (regalarono ferro da vendere sul mercato) e i dirigenti della Rinascente (misero a disposizione blocchi di marmo), furono in grado di far erigere un monumento dedicato ai piccoli scomparsi, monumento che fu realizzato dallo scultore Remo Brioschi. L’artista ha saputo tradurre in immagini una tristissima storia, riuscendo persino a far vivere nell’opera le forti emozioni vissute dai cittadini in quel tragico giorno del 1944.

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