Il libro di Ginevra Lamberti “Perché comincio dalla fine”

di Ugo Perugini

Il senso della vita sta nel senso della morte.

Si sta sbagliando a scegliere una via diversa da quella comune ?” Si chiede Ginevra Lamberti, l’Autrice del libro “Perché comincio dalla fine”. La sua è una domanda retorica. La risposta evidentemente è no. E il suo libro ne è la dimostrazione pratica.

Infatti, la giovane scrittrice affronta un tema scomodo, la morte, e non ha paura di disquisirne, di prenderla in giro, di ragionarci sopra con leggerezza ma anche con pretese filosofiche, chiedendo aiuto a personaggi vari e, spesso, imprevedibili.

Il tutto, in un’epoca che sembra avere sempre più paura della morte e la esorcizza in tutti i modi. Spesso anche quelli più sconvenienti. Elias Canetti diceva: “Tacere sulla morte? Per quanto tempo resisti?” E, infatti, Ginevra non resiste tanto; ne scrive, lo fa con candore, ironia, irriverenza. E, almeno apparentemente, senza paura. Ci viene in mente, a questo proposito, la splendida  poesia della grande Wisława Szymborska, intitolata  “Sulla morte senza esagerare”(ne hanno tratto anche una bel lavoro teatrale) : “… Chi ne afferma l’onnipotenza/è lui stesso la prova vivente/ che essa onnipotente non è./Non c’è vita/che almeno per un attimo/non sia stata immortale”.

Tornando al libro, è difficile definirlo. E’ un romanzo ma diventa inchiesta giornalistica, sfiora l’autobiografia, il diario, e come stile passa dal surreale, grottesco, paradossale, picaresco fino a toccare un linguaggio da trattato filosofico. Si accenna anche alla posizione alquanto contestata del filosofo Emanuele Severino sul fine vita, fino a disquisire sulla death education.

La sua scrittura è colloquiale. E’ come se Ginevra l’avessi davanti a te che ti parla, si lascia andare a ruota libera, senza cercare di strutturare il discorso, ma te lo porge così come viene. E allora ne apprezzi l’immediatezza, la schiettezza, l’autenticità, le ironie fulminanti, ma anche i dubbi, le ingenuità che stanno dietro. Ma questa apparente trascuratezza nasce da un serio lavoro a monte. La spontaneità è frutto di molta meditazione.

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Ginevra Lamberti

Bella e per certi versi spiazzante anche l’idea di mettere ad esergo dei capitoli testi di disposizioni funebri, stralci di leggi, bugiardini, ecc.

Ma è un libro che proprio per i diversi registri che sa utilizzare, si legge con piacere, interesse e curiosità. Attraverso le sue parole, si vengono a scoprire anche più da vicino le caratteristiche delle nuove generazioni, un po’ confuse, sperdute, ma capaci anche di indagare e affrontare tutti i temi dell’esistenza che gli adulti, anzi “superadulti”, come li definisce lei,  non sanno più fare. Senza pregiudizi, con la spregiudicatezza e anche l’irriverenza dell’età, cogliendone aspetti inusuali, imprevedibili dall’osservatorio eccentrico del loro mondo. Forse, anche per togliere un po’ di crudeltà all’esistenza.

Ginevra Lamberti “Perché comincio dalla fine”, Marsilio Romanzi, 16 euro.

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