Passione e goliardia delle tifoserie calcistiche

di Antonio Barbalinardo

Il pomeriggio di martedì 17 settembre scorso ero in centro città per prendere la metropolitana in piazza Duomo per ritornare a casa, e ho noto molti turisti di cui moltissimi erano dei tifosi che indossavano la maglietta a larga striscia bianca e rossa, ma solo dopo ho capito che erano cechi della squadra Slavia Praga.

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Gruppo di tifosi dello Slavia Praga

Nello scendere verso la panchina della metrò, mio malgrado mi sono trovato immerso in una marea di persone dirette in piazzale Lotto. Dall’altoparlante la voce dell’addetto ATM annunciava “Le carrozze per Lotto, per autorità delle Forze dell’Ordine non effettuano fermate intermedie”. Tutti i portelli d’accesso erano in posizione aperte per agevolare l’accesso, i mezzanini erano pieni degli addetti ATM che davano indicazioni e di Agenti delle Forze dell’Ordine che controllavano il tutto. Piazzale Lotto era la mia meta ho così preso anch’io la metrò, le carrozze si sono riempite ed è subito partita la corsa; forse io e qualche altro passeggero eravamo gli unici utenti regolari gli altri erano tutti tifosi che cantavano e inneggiavano la loro squadra e facevano foto e selfie tra di loro.

Erano circa le ore 17 di pomeriggio e ho pensato a tutti quei passeggeri pendolari che hanno subito forti disagi: a quelli usciti dal lavoro che, all’interno dei mezzanini, erano in attesa di un treno disponibile della metropolitana che li riportasse a casa; a quelli che dovevano prendere un treno in partenza dalle Ferrovie Nord di piazza Cadorna; a quelli che dovevano recarsi a un appuntamento e sarebbero arrivati inevitabilmente in ritardo.

I tifosi dello Slavia Praga in Piazzale Lotto
I tifosi dello Slavia Praga in Piazzale Lotto

Ma la sorpresa maggiore è stata quando sono arrivato alla fermata di piazzale Lotto, dove mi sono trovato con questa marea di tifosi incolonnati verso l’uscita della metropolitana all’interno del cordone delle Forze dell’Ordine e per poterne uscire ho dovuto dire a un’Agente di Polizia di Stato che ero un normale passeggero. Le Forze dell’Ordine, bardate ed equipaggiate in stato d’assedio, hanno accompagnato i tifosi scortandoli dalla fermata fino alla Stadio Giuseppe Meazza a San Siro, mentre dall’alto un elicottero sorvegliava i movimenti lungo il percorso stesso.

La Polizia di Stato chiude la scorta ai tifosi
La Polizia di Stato chiude la scorta ai tifosi

E vedendo tutto quel movimento di personale, addetti al controllo della mobilità e Agenti di Polizia delle diverse Forze dell’Ordine presenti per garantire la sicurezza, mi è venuta spontanea una domanda: ma chi paga tutto questo spiegamento? Subito mi è sorto un dubbio, alle società sportive vanno gli introiti economici, alla città e al comune cittadino invece va il disagio.

Non sono un appassionato di calcio, seguo solo le partite più importanti di campionato e della nazionale italiana. Senza volerlo indirettamente ne sono comunque informato dai media poiché non c’è un telegiornale che non ne parli e non c’è giorno della settimana che non ci sia una partita di calcio, e la notizia dei risultati viene comunque riferita anche se molte partite di calcio sono solo visibili nei canali delle TV a pagamento, e questa è grande fonte di introiti economici per le società calcistiche. Il calcio mi appassionava da ragazzino quando conoscevo a memoria la formazione della Nazionale, allora costituita dai mitici giocatori Sarti, Burgnich, Facchetti, Picchi, Guarneri, Lodetti, Mora, Bulgarelli, Mazzola, Rivera, Corso. Quei giocatori allora avevano il senso di appartenenza alla loro società di calcio. I giocatori della Nazionale degli inizi anni ’60 facevano parte dell’Internazionale e di altre società, quella formazione era diventata un ritornello per noi ragazzini.

Oggi il calcio maschile non mi appassiona, i giocatori sono super quotati e sono dei mercenari, non sentono e non provano l’appartenenza alla società o al club, le cronache giornalistiche ne hanno riferito di casi emersi anche recentemente. Mi piace seguire il calcio della Nazionale femminile che quest’anno ha creato attenzione e dato anche molta soddisfazione ai mondiali svoltosi in Francia. Così come è stato bello assistere alla qualificazione ai Mondiali di Tokio 2020 della squadra di Pallavolo femminile, lì si è visto il bel gioco di squadra, così come fanno anche altri e altre sportive delle diverse squadre di quelle discipline sportive meno note e povere poiché hanno pochissimi introiti.

Il calcio maschile è cambiato molto, ma sono cambiate anche le tifoserie delle diverse società calcistiche, non solo per i motivi dei diversi incidenti e danni vari che provocano all’interno e all’esterno degli stadi, alcuni con incidenti mortali che ne sono seguiti prima e dopo incontri calcistici. E’ cronaca di ultime vicende di alcuni gruppi di tifoserie organizzati che addirittura ricattano le società calcistiche ma questa è un’altra storia. Va comunque detto per fortuna che sono ancora molti i veri tifosi appassionati che fanno parte di quella tifoseria sana che va allo stadio con la famiglia che hanno passione, il cuore, l’amore e la vera e genuina fede calcistica per la propria squadra.

Mi resta comunque il dubbio di quanto degli introiti economici delle società calcistiche ricadano sulla città a risarcimento degli enormi disagi che vengono creati?

Per la cronaca lo Slavia Praga ha incontrato l’Inter, c’è stato il pareggiato di 1-1, la partita era l’apertura della Champions League 2019-2020.

 

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