SANTUARIO DI SANTA MARIA DEI MIRACOLI

di Carlo Radollovich

Questo antico santuario, presso San Celso, oggi visitabile in corso Italia 37, fu eretto verso la fine del ‘400 da Gian Giacomo Dolcebuono, architetto e scultore svizzero, noto ai milanesi di quel tempo per aver artisticamente collaborato nella Fabbrica del nostro Duomo.

La cupola, costruita in forma ottagonale, si offre splendidamente ai nostri occhi ed è coperta da un tiburio con un loggiato che ci sorprende per le sue ottime rifiniture. Nel XVI secolo, Cristoforo Solari aggiunse un quadriportico che ci colpisce per la sua struttura architettonica, che richiama alla mente, in modo particolare, lo stile greco-romano. La facciata, realizzata in marmo di Carrara, è a dir poco imponente.

Tralasciamo la descrizione del pregevole interno con le sue numerosissime decorazioni (che occuperebbero troppe pagine del nostro spazio), per portarci nel cortile del santuario ove ci attende una sorpresa. Si osservano a prima vista diversi segni sulla stessa parete in cotto che conserva l’icona della Vergine del miracolo. Sembrerebbero curiose striature verticali, semplici segni di divisione tra un mattone e l’altro, magari causati dal trascorrere del tempo.

Se però ci si avvicina, osserviamo che questi segni non sono disposti parallelamente, ma si allargano a ventaglio. Ed ecco la sorpresa: ad un tratto ci rendiamo conto, tra queste imprevedibili strisce, che sono ben visibili alcuni disegni zodiacali incisi nel cotto. Si riconoscono il Sagittario, i Pesci, l’Acquario il Capricorno e così via. Ciò ci consente di comprendere che la meridiana, posizionata verso sud come tutte le antiche meridiane da muro, era utilizzabile soltanto nell’arco di tempo che intercorreva tra ottobre e marzo. Non esiste più, purtroppo, l’asta che, tramite l’ombra proiettata sul muro, segnalava l’indicazione dell’ora. Tuttavia, la presenza sul muro di alcuni fori ci fa intendere che tale asta fosse in origine senz’altro posizionata.

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