SANTA MARIA DEL CARMINE: CURIOSITA’

di Carlo Radollovich

La chiesa di Santa Maria del Carmine (piazza omonima, quartiere Brera) sorge in un luogo dove, nel XIII secolo, si trovava un tempio affidato alle cure dei Padri Carmelitani. Purtroppo, nel 1330, un furioso incendio lo incenerì nell’arco di poche ore.

Si volle poco dopo ricostruire una seconda chiesa, ma questa fu “ignobilmente” abbandonata dai frati verso la fine del ‘300 poiché essi si trasferirono in altro convento.

Ma ecco un totale riscatto dopo quel triste accantonamento: la chiesa rinacque nel 1447 ricorrendo a materiali provenienti dal Castello Visconteo (susseguentemente Sforzesco). Tale maniero venne infatti abbattuto nel corso dell’Aurea Repubblica Ambrosiana, rimasta in vita per soli tre anni dal  1447 al 1450, e arresasi alle truppe di Francesco Sforza dopo aver subìto un pesante assedio.

L’abile architetto Pietro Antonio Solari (lo stesso che ricostruì Santa Maria Incoronata e che in seguito lavorò niente meno che a Mosca sotto lo zar Basilio III) , fece eseguire i lavori con alta professionalità conferendo al tempio un ricco stile tardogotico.

Pochi mesi dopo la malasorte si accaniva nuovamente contro questo tempio poiché la volta crollò completamente, per fortuna senza creare vittime, e solo nel 1450 iniziarono le opere di restauro.

Nel Seicento il presbiterio venne rifatto completamente in stile barocco, mentre una nuova facciata apparve due secoli dopo, per merito di Carlo Maciachini.

E’ interessante osservare in chiesa le statue del coro ligneo: esse rappresentano i modelli originali in gesso che furono utilizzati per alcune statue che si trovano ancora oggi tra le guglie del nostro Duomo.

Da ricordare infine che il corpo di Giuseppe Prina, il ministro delle Finanze massacrato dai milanesi nel 1814 per aver aumentato la tassa sul sale, fu portato nella sacrestia di questa chiesa. Altre fonti, tuttavia, citano il tempio di San Tomaso al Broletto.

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