LE MURA MILANESI DEL XII SECOLO

di Carlo Radollovich

Un ingegnere vissuto nel dodicesimo secolo, di nome Guglielmo da Guintellino, specializzato nella costruzione di strutture militari, iniziò a realizzare in Milano non soltanto una cerchia di canali difensivi (1156) che potremmo definire antenati dei Navigli, ma pure una cinta muraria a protezione della città. Purtroppo, essa fu rasa al suolo da Federico Barbarossa nel 1162.

A questo proposito alcuni studiosi, tra cui lo storico Morena, sottolineano la scarsa efficacia e l’insufficiente robustezza delle strutture murarie predisposte da questo ingegnere. Oltretutto, nei momenti chiave delle loro rifiniture e collaudi, si perse ogni traccia di Guglielmo da Guintellino, esattamente tra il 1158 e il 1160.

E’ spuntata in molti la convinzione che nel suo “ingenium”, ossia un misto tra le capacità reali dimostrate e quelle di natura inventiva, ricche di singolari caratteristiche, pesasse pure la possibilità di inserire “frodi” da parte sua sotto alcuni profili.

Al di là di queste considerazioni, segnaliamo che esiste ancora oggi un breve tratto di tali mura (circa trenta metri) in via San Damiano, costituito da pietre squadrate sovrastate da laterizi. Una lapide abbastanza recente, ma ora quasi illeggibile (vedi foto), evidenzia la seguente frase: “Vestigia della difesa di Mastro Guintellino contro gli assalti del Barbarossa, a ricordo della Lega Lombarda nel centenario del giuramento di Pontida del 1167”.

Oltre a questo tratto murario è presente ancora ben poco della fortificazione. Ad esempio, alcuni resti si trovano nello scantinato di due palazzi posti all’incrocio tra la via Francesco Sforza e il corso di Porta Romana.

Inoltre, alcuni fregi che abbellivano le mura e che in seguito decorarono la Porta Romana, sono ora conservati presso il Castello Sforzesco.

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