Lega: purtroppo niente rubli da parte dei russi, lo dice Jonghi Lavarini

di Remo Righi —-

In un momento di grande confusione riguardo a presunte ipotesi di finanziamenti alla Lega da parte della Russia, potrebbe fornire qualche chiarimento in più la recente dichiarazione sull’argomento di Roberto Jonghi Lavarini, il cosiddetto “Barone nero”, esponente della destra radicale, molto vicino alla Lega di Salvini, ma anche amico di Gianluca Savoini.

 “Magari i russi e Putin finanziassero veramente la nostra rivoluzione conservatrice nazional popolare, che è innanzitutto culturale e sociale, prima che politica. In realtà, purtroppo, io come l’amico Gianluca Savoini, e tutti gli autentici patrioti e militanti identitari, siamo uomini liberi, senza padrini e senza padroni, e con pochissimi quattrini…”

Insomma, Jonghi Lavarini che, tra l’altro non nasconde le sue simpatie nei confronti del professor Alexander Dugin, che capeggia il Movimento Internazionale Eurasiatico, e del giovane granduca George Romanoff, zarevic di tutte le Russie, è addirittura dispiaciuto che ciò non sia avvenuto e ironizza sul presunto scandalo che, secondo lui, è frutto di un complotto messo in scena da parte delle forze massoniche e da agenti segreti stranieri, americani o francesi.

Ecco come Jonghi Lavarini sintetizza ciò che è accaduto: “La tragicomica e manipolata intercettazione non prova assolutamente nulla. Non sono altro che confuse e maltradotte chiacchiere da bar. Si è trattato evidentemente di una trappola orchestrata da nemici politici che vogliono colpire il buon governo e la continua crescita della nuova Lega di Matteo Salvini (…) I poteri forti della plutocrazia mondialista odiano questo governo, i partiti populisti ed i milioni di loro elettori, il dialogo fra Europa e Russia, e, soprattutto Acigea, Movimento internazionale Euroasiatico, Putin che difende l’identità della Russia bianca e cristiana, la famiglia ed i valori tradizionali.”

Savoini, una persona corretta

Sulla figura enigmatica di Gianluca Savoini, si esprime in modo molto positivo anche la nobildonna russa, di origine georgiana e da anni residente in Italia, Mandilosani Lali Panchulidze, la cosiddetta “dama bianca”, che è presidente di Acigea, una associazione culturale internazionale ecumenica cristiana, molto vicina agli ambienti sovranisti e populisti italiani.

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Gianluca Savoini con Lali Panchulidze

Ecco il suo pensiero: “Gianluca Savoini è un caro amico, persona assolutamente seria e corretta. Con lui abbiamo solamente ottimi scambi culturali e una proficua collaborazione. Insieme sosteniamo il progetto Eurasia, ovvero una nuova alleanza (politica, economica, energica ed anche militare) fra l’Europa occidentale e gli stati della ex Unione Sovietica. Una storica alleanza geopolitica identitaria, incentrata sulla giustizia sociale e la sovranità nazionale, il rispetto della legge naturale e della tradizione cristiana, cosa che ovviamente non piace ai vertici finanziari e militari americani e atlantisti, ed ai loro prezzolati amici politici giornalisti e agenti provocatori, presenti in tutta Europa.”

Lasciamo ai Lettori qualsiasi valutazione circa l’attendibilità di questi personaggi che appoggiano in modo molto esplicito la Lega di Salvini, non senza rilevare aspetti inquietanti circa i loro propositi che, anche se possono apparire “folcloristici”, lasciano un po’ perplessi.

Ricordiamo, per inciso, che Mandilosani Lali Panchulidze è ben introdotta negli ambienti milanesi che contano e ha contatti con personaggi russi e della cultura georgiana/caucasica di peso, anche economico notevole, mentre il Granduca George Romanoff è il “legittimo erede al trono degli zar”, e sembra perfettamente allineato alle politiche di Vladimir Putin, del quale è sostenitore, oltre che amico personale. Analogamente, Alexander Dugin è un ricercatore, qualcuno lo definisce profeta, che studia e proclama l’autocoscienza dei popoli tradizionalmente insediati sul territorio della Russia, in virtù, tra l’altro, di particolari e complesse corrispondenze astrologiche e astronomiche.

 

(nella foto di apertura: Roberto Jonghi Lavarini con Matteo Salvini, ai tempi della campagna “Basta Euro!”)

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