UN EDIFICIO “IRRIVERENTE”: LA CA’ DI CIAPP

di Carlo Radollovich

L’architetto Giuseppe Sommaruga (1867 – 1917) è stato il progettista e realizzatore della pomposa Villa Romeo Faccanoni, che i passanti possono ammirare transitando per via Buonarroti, precisamente davanti al civico 48.

Si tratta di un elegante edificio in stile Liberty, costruito tra il 1912 e il 1914, su tre piani, trenta locali, con ampio giardino, ferri esterni artisticamente battuti dal mastro ferraio Alessandro Mazzucotelli, facente parte di un trittico di stabili sommarughiani (le palazzine Galimberti in via Buonarroti e Salmoiraghi in via Raffaello Sanzio).

Sul lato destro dell’edificio sono visibili due formose statue femminili, trasferite qui dallo stesso Sommaruga. Perché trasferite?

La storia ha dell’incredibile. Le due splendide cariatidi erano state scolpite dal maestro Ernesto Bazzaro (1859 – 1937), famoso per aver dato vita ai monumenti dedicati a Felice Cavallotti (Milano) e a Giuseppe Garibaldi (Monza).

Le stesse erano state originariamente collocate sul portone di un palazzo commissionato al Sommaruga dall’ingegnere Ermenegildo Castiglioni (1812 – 1896), facoltoso e abile commerciante, convinto mazziniano e benefattore.

Da subito, le statue furono al centro di aspre critiche perché esse, osservate dal basso, mettevano in evidenza, con atteggiamento quasi languido, il loro flessuoso lato B.

I milanesi, con tanto di commenti ironici, battezzarono presto il palazzo Castiglioni con l’appellativo “Ca’ di ciapp” (la casa dei…glutei).

Infastidito per il clamore sempre più consistente suscitato dalle due statue, Sommaruga decise di rimuoverle sostituendole con innocenti decorazioni floreali, decisamente non appariscenti. Ma egli non volle distruggerle e, poco tempo dopo, le collocò sulla fiancata di destra della villa Romeo Faccanoni, oggi sede della clinica Columbus.

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