Che la festa..ops che l’esame abbia inizio!

di Donatella Swift

L’eco dell’ultima campanella dell’anno scolastico è ancora vicina, ed ecco che si inizia con gli esami. I primi che sono stati affrontati sono quelli della scuola media, i cui esami orali finiranno entro questa settimana.

Ma il piatto forte è sicuramente costituito dall’esame di maturità, uno scoglio che prima o poi quasi tutti hanno dovuto superare, e che quest’anno prevede una serie di novità. In primo luogo già a partire dalla prova di Italiano, uguale per tutti gli ordini di scuola. Le insidie restano sempre tante, a partire dalle tracce che verranno somministrate da mercoledì 19 giugno.

Ovviamente da mesi è partita la caccia alle ultime notizie, il cosiddetto toto tema. C’è anche un gruppo su Facebook, a cura di un sito dedicato, su cui sembra prevalere da parte degli studenti un particolare gradimento sulle tipologie B e C, rispettivamente dunque per il testo a carattere argomentativo e il tema di attualità. Per la tipologia B infatti gli studenti ritengono sia difficile andare fuori traccia, visto che sarà lo stesso MIUR a fornire i documenti necessari. Altrettanto ovviamente spaventa molto la tipologia A, l’analisi del testo, una scelta decisamente più complicata, ma che resta comunque valida per quanti non hanno intenzione di scrivere molto, ma in compenso conoscono bene la letteratura.

Sparita la traccia di storia, che però potrebbe rientrare nei riferimenti di altre tracce, la riforma dell’esame di maturità prevede la somministrazione di 2 tracce per quanto riguarda l’analisi del testo: 3 di tipologia argomentativa e 2 di attualità. Per il toto tracce si spazia da D’Annunzio e Pascoli fino a Dino Campana e Carlo Emilio Gadda, passando da Pasolini e Marinetti. Cresce e si moltiplica dunque l’ansia per la prima prova.

E se per la seconda prova allo Scientifico esiste sempre l’ombra nera della Matematica unita a qualcosa di Fisica, al Classico ci sarà la doppi a opzione del Latino e del Greco. Tra gli autori più temuti sicuramente Seneca e Quintiliano, per Latino, per Greco Platone. Sta prendendo anche quota l’accoppiata Cicerone – Aristotele.

La vera novità però sarà il colloquio orale. Tra le varie commissioni infatti esiste una certa ambiguità nell’interpretare quanto espresso dalle vagonate di circolari del Ministero in cui da una parte si dice che il colloquio “non deve essere un’interrogazione”, ma dall’altra però ci sono alcune realtà oggettivamente da decifrare. Il MIUR infatti afferma che per il colloquio orale bisognerà costruire una serie di domande a partire sia dal percorso dello studente che da quanto effettuato nel corso della prima prova. Ora prendiamo un istituto tecnico o un liceo artistico: laddove nella prima prova uno studente non affronti un testo a carattere letterario e presenti magari un voto alto come presentazione in pagella, come si dovrà comportare il commissario esterno di Italiano? Dovrà per forza di cose attingere al programma redatto in occasione del Documento di Classe del 15 maggio. Insomma, un bel dilemma. Ma se ne presenteranno sicuramente altri.

Che la festa..ops che l’esame abbia inizio!

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