Blue My Mind, un film sul buio mare dell’adolescenza

di Ugo Perugini —-

Uscirà nelle sale giovedì 13 giugno, distribuito da Wanted Cinema, il film “Blue My Mind”- Il segreto dei miei anni, che abbiamo visto in anteprima e che, alla dodicesima Festa del Cinema di Roma, ha ricevuto il premio Camera D’oro Alice/Taodue.

Come è faticoso e doloroso crescere e diventare adulti! L’adolescenza, una volta superata, siamo portati a  dimenticarla, anche se lascia strascichi che ci porteremo dietro tutta la vita. Perché è un periodo tra i più angosciosi della nostra esistenza.

L’adolescenza porta alla ricerca affannosa di ciò che si è e di ciò che si vuole diventare, insieme alle spinte a trasgredire, a infrangere le regole, a oltrepassare ogni limite per conoscere fin dove sia possibile arrivare. L’adolescenza spinge a rifiutare la società, la famiglia, per cercare nuove dimensioni anche attraverso l’amicizia, il riconoscimento del gruppo di cui si vuole far parte, di chi vive le stesse angosce, il tutto con rabbia, con violenza, con impudenza, perché ancora si ha difficoltà a controllare la propria forza, la propria aggressività, maldestri e generosi, incoscienti e idealisti, bisognosi d’amore e sadici, stretti fra sentimenti contrastanti e ingovernabili.

E tutto questo, mentre il corpo si trasforma, dà segnali ambigui, che spesso non si riesce a comprendere, stimoli che non si è capaci di codificare. In tale complesso marasma di sentimenti e sensazioni, vive Mia, un’adolescente alle prese con la sua rivoluzione interiore, che è anche affannosa ricerca di se stessa.

Photo Blue my mind

La regista svizzera del film, Lisa Brühlmann, svolge questo tema, in quella che è la sua opera prima, in modo metaforico ma con una attenta analisi psicologica del personaggio protagonista, capace di cogliere gli intimi conflitti  di una giovane donna che si accorge giorno per giorno del suo cambiamento, della sua trasformazione che non è solo fisica ma anche ideale.

Non vogliamo svelare la trama del film “Blue My Mind”, ma, al di là, della soluzione fantastica che la regista ci presenta, esce con forza lo smarrimento ma anche la tenera e orgogliosa ricerca dell’affermazione di sé. Del riconoscimento della propria identità e della capacità, alla fine, di vivere per quello che è realmente, sfidando le convenzioni e le ritualità, per affrontare il mare aperto della vita.

Notevole l’interpretazione della giovane Luna Wedler, tra le promesse del cinema, segnalata dall’European Film Promotion. “Blue My Mind” è un film che parla di adolescenti ma che dovrebbe essere visto dagli adulti, dai genitori, se non altro per aiutare a ricordare quel periodo della vita che ognuno di loro ha attraversato ma che, troppo spesso, cerca (o finge ipocritamente) di rimuovere dalla propria memoria, diventando poi incapace di comprendere la nuove generazioni, o limitandosi a giudicarle.

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