PIERO PORTALUPPI E LA SUA FONDAZIONE

di Carlo Radollovich

Nato a Milano nel 1888, l’architetto Portaluppi lavorò nella sua città sino al 1967, anno in cui diede l’addio a questo mondo, forse dispiaciuto per le cento cose che avrebbe ancora voluto progettare.

I nostri concittadini lo ricordano soprattutto per alcuni eleganti edifici, di notevole caratura, che furono e sono ancora oggi apprezzati non soltanto nel nostro Paese. Ne citiamo alcuni: l’Arengario (sede del Museo del Novecento) il cui progetto venne pure firmato da altri tre architetti di spicco, la villa Necchi-Campiglio (dimora storica costruita tra il 1932 e il 1935), il grandioso “palazzo con l’arco” che ci porta direttamente in via Salvini attiguamente a corso Venezia, il palazzo R.A.S. di via Torino e da ultimo, certamente non in ordine di importanza, il planetario Hoepli.

Ma le passioni di Piero Portaluppi non riguardavano soltanto il mondo dell’architettura. Egli fu anche disegnatore satirico e cineamatore nonché collezionista e progettista di orologi solari portatili, di cui alcuni esemplari fanno bella mostra di sé presso il museo Poldi Pezzoli.

Il suo grande studio originale, in via Morozzo della Rocca 5, ospita la Fondazione a lui dedicata. Essa occupa due ampie sale e dalle loro finestre è possibile osservare un grande cortile in cui si notano ruderi di epoca romana.

Nella sala riunioni sono presenti alcuni suoi strani modellini che rivelano tutta la sua ironia e perplessità nei confronti dell’urbanizzazione e della modernità in generale. Vedi ad esempio il disegno di un enorme grattacielo newyorkese (nella foto) studiato per una certa società di nome S.K.N.E. (e qui ecco la perla ironica di Portaluppi: leggendo questa sigla, in italiano, viene evidenziato il curioso monito “scappane”).

Altra gustosa satira risiede in alcuni blocchi residenziali studiati, apparentemente molto vivibili, però battezzati ALLABANUEL (letto al contrario, in dialetto milanese, apparirà “L’è una balla”).

E che dire dei mobili e degli arredi progettati dallo stesso Portaluppi? Egli è autore di una caratteristica scrivania, di un artistico armadio guardaroba e pure di una strana cassettiera a muro che per la verità nasconde un piccolo bar…

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