FRUTTI ARTIFICIALI RICORRENDO ALLA CEROPLASTICA

di Carlo Radollovich

La pomologia è la scienza che studia i tempi di maturazione dei frutti, le loro dimensioni, nonché il colore esterno e della polpa. Un modellatore piemontese, Francesco Garnier Valletti (1808 – 1889), pensò di trasferire le caratteristiche naturali della frutta in esemplari del tutto artificiali.

Dopo aver lavorato con il massimo impegno presso le corti di Vienna e di Pietroburgo con la qualifica di “modellatore”, egli fondò a Torino il Museo Pomologico della Regia Accademia di Agricoltura. Riuscì a mettere a punto una tecnica segreta, la cui “ricetta” si basava su un impasto di resine vegetali e polvere di alabastro, successivamente colato a caldo in uno stampo. Evitava in tal modo l’uso della cera che non poteva garantire nel tempo la conservazione dei modelli.

Era così nata la ceroplastica e Garnier Valletti prese diversi spunti da un’antica lavorazione, opportunamente modificata, per la creazione non solo di modelli artificiali botanici, ma anche zoologici.

Anche a Milano, presso il Dipartimento di Produzione Vegetale dell’Università di Milano (via Celoria 2), sono visitabili su specifica richiesta circa 800 frutti artificiali creati per l’appunto da Garnier Valletti, uno dei più validi tecnici della riproduzione artificiale dei frutti a scopo scientifico.

Essi evidenziano la grande abilità messa in pratica dall’esperto ceroplasta, suffragata anche da accurati disegni preparatori rinvenuti vent’anni fa dall’Accademia di Agricoltura di Torino. Anche osservando una semplice foto (vedi quella da noi riproposta), è possibile osservare la straordinaria precisione di riproduzione: significative le delicate rientranze esterne della mela nonché la naturalezza del picciolo.

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