Gli Ultimi e l’orgoglio dei vinti. Al San Babila

di Ugo Perugini

Musica e storia possono felicemente stare insieme. E, quando capita, come nel caso dello spettacolo Ultimi, visto ieri al San Babila, riescono a creare un connubio ricco di suggestioni importanti, capaci di portare alla luce episodi meno conosciuti e personaggi di un’epoca ormai trascorsa che si sono trovati dalla parte sbagliata della Storia ma che hanno cercato, a costo della vita, di mantenere fede ai propri ideali.

E’ il caso del Sergente Romano, che negli anni dell’Unità d’Italia, rimase a fianco dei Borboni, fedele al Re e al Papa, diventando strenuo oppositore dei Piemontesi, visti come conquistatori e che nei libri viene rubricato come brigante. Al contrario, questo personaggio per la gente del luogo divenne presto un eroe, e trovò ampio seguito in Puglia da parte dei più poveri che si sentivano oppressi e vedevano in lui una possibile rivalsa.

La sua storia, poi, narrata da un filmato e sottolineata da belle canzoni popolari, riprese anche da cantanti famosi come De André, Modugno, Capossela, ecc. mostra gli aspetti più intimi e anche più struggenti del personaggio: contadino, volle imparare a leggere e a scrivere, divenne Sergente nell’esercito borbonico, si innamorò di una ragazza del luogo, Laretta, che venne torturata e uccisa per ritorsione.

Da quel momento, il Sergente Romano fuggì nei boschi, divenne un guerriero implacabile e invincibile, che diede filo da torcere all’esercito piemontese, fino a che, dopo numerose scaramucce e vere e proprie battaglie, non venne catturato e ucciso. La ricostruzione, tenera e mitica, di questo personaggio popolare, eroe di un’epica minore ma altrettanto radicata nel costume e nelle tradizioni locali, è anche un po’ la descrizione del carattere di quelle popolazioni, austero, fiero e orgoglioso.

Beat-Five

Complimenti ai componenti del quintetto Beat Five (in particolare Serena Spedicato, lead vocal, Monica Gesmundo, Agnese Cotardo, Alessandro Caione, Giovanni Visconti), interpreti sensibili e appassionati, che hanno saputo ricostruire, grazie anche all’accompagnamento degli ottimi strumentisti della band (Alessandro Caione – piano, Alessandro e Mattia Monteduro – percussioni, Maurizio Bizzochetti – chitarra, Silvio Cantoro – basso), atmosfere coinvolgenti e commoventi.

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