PER FAR RIVIVERE I GIOCHI DI UN TEMPO

di Carlo Radollovich

In via Palmanova 133 ha sede, da più di dieci anni, l”Accademia del gioco dimenticato”. Si tratta di una valida e curiosa Associazione che si pone il compito di raccogliere, e perciò anche di conservare, giochi di ogni epoca, rifatti con diversi materiali di riutilizzo.

La sede di via Palmanova viene aperta solo su appuntamento telefonando al n. 328/9065684 e coloro che si propongono di visitarla restano meravigliati nell’osservare diversi scaffali che sono stati riempiti con un’infinità di giocattoli.

Ma sapete qual è la vera stranezza? Tali giocattoli sono stati ottenuti riciclando tappi di plastica (vedi la creazione di biliardini e giochi per calcetto), impiegando legni di qualsiasi specie (sono stati realizzati birilli, trottole, la ben nota lippa degli anni Quaranta e addirittura trampoli).

Ma si è provveduto a creare di più, facendo pure uso di elastici (vedi ad esempio fionde e piccoli fucili), usando carta (per aquiloni e figurine varie) oppure robusti fili di canapa (per corde con cui saltare o per corde destinate al tiro alla fune).

Tuttavia, i giochi che possono essere catalogati e registrati dall'”Accademia” devono possedere almeno due basilari caratteristiche. La prima riguarda il costo per qualsiasi oggetto (deve essere assolutamente basso se non bassissimo), la seconda concerne la creatività (si richiede infatti una forte componente a questo proposito). E quanto più si fa sfoggio di fantasia, tanto più il giocattolo viene preso in considerazione.

Un paio di segnalazioni. Nel corso dei pomeriggi prescelti, l'”Accademia” consente a bambini e adulti di giocare in loco. Inoltre, d’accordo con la direzione, è possibile organizzare feste private.

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