L’onorevole MARCO OSNATO (Fratelli d’Italia) risponde alle nostre domande

Intervista esclusiva sulle moschee, sulla riapertura dei Navigli, sul federalismo fiscale, sulla burocrazia, sui rapporti con la Lega e sull’operato del governo Conte.

On.le Marco Osnato, è nota la sua posizione sulla chiusura delle moschee abusive. Lei però solleva dei dubbi anche sulla costruzione di nuove moschee autorizzate. Quali sono le sue perplessità? E’ vero che spesso la provenienza dei finanziamenti per costruirle è dubbia?

Le moschee abusive sono uno dei problemi principali delle periferie milanesi, infatti generano conflitti molto accesi all’interno dei quartieri e spesso, in passato sono state oggetto di indagini da parte dell’antiterrorismo. Altro discorso si deve fare per un’eventuale moschea autorizzata: io non sono contrario di principio, anzi – in un mondo normale non ci dovrebbero essere problemi – tuttavia è noto che il contesto internazionale non pone certezze in tema di sicurezza su molto di ciò che arriva dal mondo islamico più o meno organizzato. A mio modo di vedere è necessaria prima un’intesa tra lo Stato Italiano e un organismo unitario che rappresenti il mondo islamico in Italia come succede con le altre religioni, un riconoscimento al diritto di reciprocità per le confessioni cristiane nei paesi teocratici musulmani e chiarezza sulla provenienza dei fondi destinati alla costruzione infatti molte organizzazioni che richiedono spazi sono legate – per esempio – ai Fratelli Musulmani o ad altri organismi vicini ai fondamentalisti islamici.

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Vorremmo conoscere il suo parere sull’idea di riaprire i Navigli e sulla necessità di proporre un referendum ai cittadini interessati sul tema.

Capisco che molti si possano lasciar affascinare da questa idea un po’ bohemienne di riportare Milano alla sua struttura dell’epoca dei fasti dell’era illuminista dei fratelli Verri, del Beccaria e poi del Manzoni e ancora della Scapigliatura, tuttavia quella che ci propone Sala è una Milano ancor più di cemento e di traffico ingolfato: io non nego che in alcune vie o piazze più centrali si possa prevedere qualche recupero, ma per esempio in via Melchiorre Gioia il progetto prevede un forte restringimento della carreggiata, la perdita di 800 posti auto solo per lasciare spazio ad alcuni vasconi alti 50 cm che con il Naviglio romantico che descrivevo prima non ci “azzeccano” proprio! Quindi la parola torni ai cittadini!

Navigli

On.le Marco Osnato, qual è la sua opinione sul progettato federalismo fiscale, cioè il decentramento e la previsione di una maggiore autonomia di entrata e di spesa devolvendo alcuni poteri e funzioni ai livelli decentrati di governo?

In un’ottica di unità e di solidarietà nazionale non sono assolutamente contrario. Rispetto alle proposte che si leggono sulla stampa (in aula e in commissione bicamerale sul federalismo fiscale di cui sono segretario non è ancora arrivato nulla) però temo uno spostamento del centralismo dallo Stato alle regioni, per cui preferirei un maggior coinvolgimento dei comuni.

Sappiamo del suo impegno contro la burocrazia. Cosa sta facendo Lei e il suo partito in questo ambito?

La burocrazia è il cancro che impedisce al paese di mettere a frutto le proprie immense energie. Fratelli d’Italia ha presentato, particolarmente in materia di occupazione e di politica fiscale una serie di proposte che possano mettere l’imprenditore e il lavoratore al centro del sistema economico.

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L’onorevole Marco Osnato

Tra i vari punti fermi sui quali FdI aveva posto la sua priorità per appoggiare il governo giallo verde c’erano: Flat tax immediata al 15% e destinazione del 50% degli investimenti  al Mezzogiorno, che al momento non sono nel programma dell’esecutivo. Quale è la posizione di FdI oggi nei confronti del governo Conte?

Noi siamo all’opposizione, un’opposizione molto critica al governo Conte che su economia, fisco, politica estera e occupazione sta facendo molti errori anche gravi. La Flat Tax non esiste se non in piccolissimi casi, le infrastrutture non solo sono bloccate per il Sud che quindi fatica a colmare il gap infrastrutturale col Centro-Nord ma anche per il Nord: TAV Torino-Lione, Alta Velocità Milano-Venezia, pedemontane venete e lombarde.

Certo…abbiamo votato quei provvedimenti (sicurezza, lotta all’immigrazione, legittima difesa) che erano nel programma elettorale del centrodestra.

Come sono i rapporti con la Lega di Salvini? Sembra che il disegno in futuro sia la costituzione di un grande movimento sovranista e conservatore partendo da FdI, che possa allearsi con la Lega e liberare Salvini dall’abbraccio con il Movimento 5 Stelle. Lei è d’accordo?

Il centrodestra va rifondato e Giorgia Meloni si è caricata questa responsabilità! Spetta a lei liberare le tante positività di un mondo in fermento: in questi giorni ci sono stati due importanti accadimenti che dimostrano l’importanza di alcune scelte in chiave conservatrice e sovranista di FDI in Italia e non solo, l’adesione all’ECR – movimento dei conservatori europei – dei nostri eurodeputati Maullu, Fitto, Sernagiotto e Leontini e il mirabile  intervento in perfetto inglese di Giorgia Meloni al convegno mondiale della Destra repubblicana dove ha parlato subito dopo il Presidente Trump.

Il futuro della Destra Italiana è qua e Fratelli d’Italia non si lascerà sfuggire l’occasione per poter, insieme alla Lega, tornare alla guida della Nazione!

 

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