Arte Contemporanea alle Gallerie d’Italia: le opere della MIART

di Ugo Perugini

Grazie alla Fondazione Fiera Milano, è stata organizzata, in collaborazione con Intesa San Paolo, la prima mostra di arte contemporanea presso la Sala delle Colonne in piazza Scala. In totale, 43 opere – delle 82 dell’intera collezione – che sarà possibile visitare dal 14 marzo al 7 maggio.

E’ una operazione importante, a un mese (4 aprile prossimo) dall’avvio della prossima edizione di MIART, che fa da volano a una fiera internazionale d’arte che è una fucina di proposte e linguaggi nuovi (dal film alla fotografia, dal disegno all’installazione) che portano alla luce idee, visioni, rappresentazioni, tra astrazione e figurazione, parole, gesti, spazio e architetture.

Bisogna riconoscere che fino a qualche anno fa sembrava impossibile che le Gallerie d’Italia potessero ospitare opere d’arte contemporanea ma, accanto alla mostra sul Romanticismo, quasi in conclusione, e alle altre esposizioni classiche già attive, questa non stona affatto. Anzi, dimostra che non c’è alcuna cesura tra arte classica e contemporanea.

Questa esposizione, al contrario, segnala la sensibilità di una istituzione come la Fondazione Fiera Milano i cui investimenti (ricordiamo che viene stanziato ogni anno un fondo di  100.000 euro per l’acquisto di opere, attraverso un processo di selezione che coinvolge importanti curatori museali europei) si concretizzano in mostre destinate al pubblico per far conoscere artisti contemporanei, che sono i produttori della cultura del presente. D’altra parte, è banale ricordare che i classici di oggi sono i stati contemporanei di ieri.

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Giuseppe Gabellone – Senza Titolo (fiori) 2002

Superfluo segnalare anche come l’attività di Fiera Milano abbia una notevole ricaduta sul territorio, considerato che un euro di fatturato della Fiera è destinato a produrre un guadagno dieci volte superiore.

Certamente, per affrontare l’arte contemporanea occorre intelligenza, lungimiranza, coraggio, considerata la complessità dei linguaggi con i quali si presenta e i diversi medium che utilizza. Importante, quindi, che via sia una istituzione che dia enfasi a una Fiera che dura solo quattro giorni ma non si esaurisce in questo breve periodo di tempo e può essere messa a disposizione di chi vuole confrontarsi con una molteplicità di prospettive creative, visioni e voci diverse, provenienti da tutto il mondo.

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Salvatore Arancio – Fashioned to a Device Behind a Tree – 2015

Da sottolineare anche il progetto di allestimento di Andrea Anastasio, considerato che la sala messa a disposizione, la n° 16, sala delle colonne, presenta diversi problemi , oltre lo spazio ristretto e ostacolato dalle colonne. Problemi superati con originalità e intelligenza, tanto da creare un ambiente intimo in grado di valorizzare e proteggere le opere come una immaginaria e ospitale “domus aurea”.

Tra gli artisti presenti, si notano generazioni e approcci diversi, tanto per citarne alcuni: Dadamaino, Giuseppe Gabellone, Matt Mullican, Marisa Merz, Salvatore Arancio e TorbiØrn RØdland.

(In copertina,Torbjørn RØDLAN, Golden Leaf – 2015/2016)

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