FAI LA PRIMA MOSSA. CURA LE TUE OSSA

di Stefania Bortolotti

All’insegna dello slogan “FAI LA PRIMA MOSSA. CURA LE TUE OSSA” Laura Morante la famosa attrice e regista, tra le più amate e apprezzate del cinema italiano, presta per la prima volta il suo volto per sensibilizzare sulla fragilità ossea e promuoverne la prevenzione primaria e secondaria. Presente con uno spot in tv e pubblicità sui principali quotidiani e magazine a partire da marzo, la Campagna si rivolge in modo particolare agli over 50 che rappresentano la parte della popolazione più a rischio di fragilità ossea. Ai tradizionali strumenti advertising sono stati affiancati materiali informativi messi a disposizione nei centri anziani distribuiti sul territorio nazionale, un sito web con consigli pratici per pazienti e caregiver e una pagina Facebook.

Perché parlare di fragilità ossea? “Siamo di fronte a una vera e propria emergenza di salute destinata a crescere nei prossimi anni a causa del progressivo invecchiamento della popolazione – ha spiegato il Prof. Stefano Gonnelli, Professore Ordinario di Medicina Interna, Università di Siena e membro del Coordinamento Scientifico dell’iniziativa − In Italia solo nel 2017 sono state 560mila le nuove fratture da fragilità, con un costo per il sistema sanitario di 9,4 miliardi di euro; in assenza di strategie preventive si prevede che aumentino del 22,6% nel 2030 portando la spesa sanitaria a 11,9 miliardi. L’impatto clinico e socioeconomico è ancora maggiore se si considera che una frattura iniziale (peraltro non sempre diagnosticata) aumenta significativamente il rischio di fratture successive e può dare inizio a una cascata fratturativa che porta a un peggioramento dello stato di salute della persona e a una progressiva perdita di autonomia e qualità di vita, oltre che a un aumento dei costi per l’assistenza sanitaria e a un maggiore rischio di mortalità. È dunque necessario individuare strategie indirizzate verso l’active ageing e tese a garantire anni vissuti in buona salute e senza limitazioni dell’autonomia personale.” ha concluso Gonnelli.

Miti e verità sulla salute delle ossa

L’osteoporosi è una naturale conseguenza dell’invecchiamento

FALSO: L’osteoporosi è una malattia che colpisce le ossa, provocandone una maggiore fragilità e quindi un aumentato rischio di fratture. Molti pensano che sia un naturale processo di invecchiamento e che pertanto non sia possibile prevenirla. In realtà prevenirla è possibile e, nelle persone che già hanno una riduzione della densità ossea, si può rallentarne la progressione e ridurre il rischio di fratture.

L’osteoporosi colpisce solo le donne

FALSO: L’Osteoporosi è una patologia molto frequente in quanto colpisce il 23,1% delle donne e il 7% degli uomini over 50. Le sue cause sono molteplici: menopausa, specie se precoce, scarso apporto di nutrienti (vitamina D e calcio), uso cronico di alcuni farmaci (cortisone in primo luogo, ma anche altri), scarsa attività fisica. Il fattore di rischio più comune è rappresentato dall’avanzare dell’età

Le donne sono ancora più a rischio di sviluppare osteoporosi in caso di:

  • menopausa precoce (prima dei 45 anni di età) o assenza del ciclo mestruale per più di 6 mesi
  • asportazione chirurgica dell’utero prima dei 45 anni, soprattutto se sono rimosse anche le ovaie

Nella maggior parte dei casi, la causa dell’osteoporosi negli uomini è prevalentemente secondaria ad altre patologie, all’abuso di alcool o all’utilizzo di farmaci. Una causa da valutare nell’osteoporosi maschile la presenza di bassi livelli di testosterone in conseguenza di ipogonadismo primitivo o secondario.

La carenza di vitamina D mette a rischio la salute

VERO: La vitamina D ha molte azioni benefiche sull’organismo. Per quanto riguarda la salute dell’osso, la sua azione è fondamentale per ottimizzare l’assorbimento intestinale di calcio. Avere adeguati livelli di vitamina D è dunque indispensabile per garantire un buon livello di mineralizzazione ossea. La carenza di vitamina D infatti produce a livello osseo gravi conseguenze cliniche che si traducono in una riduzione della massa ossea e in un aumento del rischio di frattura, in particolare di femore. Se si riscontra un deficit di Vitamina D si procede con la supplementazione.

Ballare danneggia le ossa

FALSO: L’attività fisica regolare praticata fin da bambini favorisce la crescita e il corretto sviluppo della massa ossea; nelle persone anziane riduce la perdita ossea e migliora il tono muscolare e l’equilibrio. Maggiore impatto su piedi e gambe si traduce, quindi, in maggiore densità ossea. La danza è una tra le attività che porta beneficio alle ossa. Gli stili più indicati sono salsa, samba, rumba, fox-trot e tango. Non solo il ballo, sono consigliati anche jogging, step, golf, yoga e in generale tutti quegli esercizi fisici a carico gravitazionale, cioè in posizione eretta, che impongono il carico del peso del corpo.

Per garantire il corretto apporto di calcio è necessario introdurre moltissimi latticini nella propria dieta

FALSO: Il calcio è un elemento fondamentale per la mineralizzazione ossea. Per assicurarci il giusto fabbisogno dobbiamo assumere alimenti che ne sono ricchi. Non sono solo i latticini a esserne una buona fonte, sono molto ricche di calcio anche le verdure a foglia larga come il cavolo, la frutta (secca come le mandorle) e quella fresca (come le arance), i legumi e soprattutto l’acqua con un contenuto medio di minerali. Raggiungere le dosi consigliate di calcio con l’alimentazione non è difficile, se non in presenza di restrizioni dietetiche dovute a intolleranze alimentari (in particolare al lattosio) o a scelte di vita (dieta vegetariana/vegana). Se la dieta quindi non assicura un adeguato apporto di calcio, diventa indispensabile l’utilizzo degli integratori.

Alcune malattie rappresentano un fattore di rischio per l’osteoporosi

VERO: Le malattie del sistema gastrointestinale come le coliti, il morbo di Crohn e la celiachia che comportano un malassorbimento intestinale possono rappresentare fattori di rischio per l’osteoporosi. Tra le altre patologie che possono intaccare la salute delle ossa ricordiamo: l’artrite reumatoide, la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), l’ipertiroidismo, l’iperparatiroidismo e il morbo di Cushing.

In questi casi è bene rivolgersi al proprio medico che potrà richiedere le analisi del sangue, così da valutare un’eventuale carenza e la necessità di assumere integratori o terapia farmacologica.

Solo la frattura del femore è causata da fragilità ossea

FALSO: Tutte le ossa colpite da osteoporosi possono rompersi, ma le fratture sono più frequenti e hanno implicazioni più gravi in alcune sedi scheletriche, quali il polso, le vertebre e il femore, l’omero e le costole. Nei soggetti osteoporotici più giovani, la frattura più comune è in genere quella di polso (frattura di Colles), che è anche quella meno pericolosa. In quelli più anziani, i punti più a rischio sono il femore e soprattutto le vertebre.

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