Milano: la manifestazione nazionale “People – prima le Persone“

di Antonio Barbalinardo

Sabato 2 marzo scorso nel pomeriggio una marea di persone ha partecipato alla manifestazione nazionale antirazzista e contro le diverse discriminazioni dal titolo “People – prima le Persone“.

Lo striscone colorato di Libera
Lo striscone colorato di Libera

Il corteo è partito da Porta Venezia intorno alle ore 14 e ha raggiunto piazza Duomo sfilando lungo le vie del centro, un percorso di oltre 2 chilometri di persone che inneggiavano slogan contro ogni forma di razzismo, per la difesa dei diritti delle persone in particolare quelle debole e fragili. Tantissime erano le persone che dopo quasi quattro ore continuavano ad arrivare in Piazza Duomo. Lo speaker della presentazione ha riferito che alla manifestazione stavano partecipando oltre 200.000 persone, superando ogni attesa degli organizzatori.

I partecipanti alla manifestazione erano persone di ogni età e sesso, dai bambini piccoli in spalla ai genitori e nei passeggini alle persone anziane, di ogni colore di pelle, ognuno di queste ha dato il proprio senso di partecipazione e solidarietà.

 I partecipanti al corteo
I partecipanti al corteo

All’organizzazione della manifestazione nazionale di Milano, sono state oltre trenta le Associazioni promotrici, gli organizzatori hanno riferito che erano oltre mille le associazioni che avevano dato l’adesione alla partecipazione, ne citiamo alcune: le Acli, l’Associazione Libera, la Comunità di Sant’Egidio, l’Anpi con i rappresentanti nazionali e locali, i Gruppi degli Scout, i City Angels, i volontari di Emergency e di Medici senza Frontiere, l’Aned Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti, Insieme Senza Muri, Mamme per la pelle, Action Aid, le organizzazioni sindacali della Cisl, Cgil, e Uil con i rappresentanti nazionali e locali e altre associazioni.

Le persone partecipanti autonomamente o in gruppi portavano gli striscioni colorati, le bandiere o i cartelli con frasi di denuncia, attraversando pacificamente il percorso prestabilito con canti, musiche, slogan e moniti vari come: Siamo tutti antirazzisti; Giù tutti i muri; C’è solo una razza, quella umana; Nessuno è straniero; Non ho paura dei migranti, ho paura dell’ignoranza e dell’indifferenza; e tanti altri slogan.

Circa l’indifferenza, è opportuno ricordare il monito “Indifferenti” riportato presso l’ingresso del Memoriale della Shoah di Milano che ricorda la violenza subita dalle persone che furono perseguitate dai nazifascisti. Quanti allora rimasero “Indifferenti”, solo dopo abbiamo conosciuto la conseguenza di quell’indifferenza e della loro tragedia umana che ne seguì. Allora nessuno vedeva o forse era meglio far finta di non vedere e tacere, però non c’era la libertà di oggi. Noi oggi non possiamo rimanere “Indifferenti” e dire non lo sapevamo poiché le vicende drammatiche che accadono, i media le diffondono nell’immediatezza dell’evento, quasi in contemporanea, così noi non siamo giustificati nel non indignarci e nel non reagire di conseguenza.

Piazza Duomo
Piazza Duomo

Alla manifestazione erano presenti molti personaggi del mondo dell’arte e della cultura, molti politici locali, regionali e nazionali, non si può menzionarli per evitare di far torto a chi non sarebbe menzionato anche perché la manifestazione è stata di tutte le persone comuni ovvero dei semplici cittadini. Molti erano i Sindaci che sfilavano con i gonfaloni provenienti dalle diverse città, paesi e regioni italiane; c’erano molti Presidenti dei Municipi milanesi così era presente il sindaco di Milano Giuseppe Sala che ha riferito: “Siamo in un momento di grande cambiamento per il Paese, è questa la nostra visione di Italia, in questo momento ci troviamo a uno spartiacque a livello di società tra l’apertura e la chiusura…”.

Lo spirito della manifestazione è partito anche dal riferimento dell’articolo 3 dei principi fondamentali della nostra Costituzione che riporta: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinione politiche, di condizione personali e sociali…..”.

Il lungo striscione della Pace
Il lungo striscione della Pace

La manifestazione svoltasi a Milano ha voluto così rappresentare la risposta nazionale a quanto si sta verificando ultimamente in Italia, in Europa e anche a livello internazionale circa i diversi episodi d’intolleranza, d’indifferenza e di respingimento di chi ha bisogno e scappa da situazioni di povertà, da guerre di potere o solo d’interesse economico o da chi è perseguitato nei paesi dittatoriali.

Dobbiamo così ricordare gli italiani che all’inizio del secolo scorso emigrarono nell’Americhe prima e dopo nel nord dell’Europa negli anni ’50 e ’60 subendo vessazioni e discriminazioni. Pertanto affinché la storia non si ripeta ancora oggi per chi scappa dal proprio luogo d’origine, anche se solo per migliorare la propria vita, diamo loro accoglienza, opportunità di crescita e d’integrazione, educandoli al rispetto delle regole e delle leggi del nostro paese per una reciproca e comune convivenza.

 

 

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