L’ACQUA MIRACOLOSA DI SANTA MARIA ALLA FONTANA

di Carlo Radollovich

Appena fuori da Porta Comasina, sgorgava in continuazione un’acqua limpida, freschissima e molte persone, non solo milanesi, conoscendo i suoi poteri taumaturgici, la bevevano e vi si bagnavano con devozione, confidando in una pronta guarigione da diverse malattie.

Un giorno di maggio (era il 1506) la coda di persone alla fonte venne interrotta da alcuni soldati che stavano scortando la carrozza del governatore francese di Milano Carlo II d’Amboise. La gente, intuendo che la direzione fosse quella della fontana, si ritirò in buon ordine, cosicché il Governatore poté presto avvicinarsi alla fonte miracolosa, della quale aveva già sentito parlare. E fu osservato che egli, nel bere e nel bagnarsi, fece cenno alle persone di non restare discoste e di non interrompere il percorso a piedi che avevano già intrapreso.

Carlo d’Amboise, qualche giorno dopo, parve risentire beneficamente del contatto con il fresco liquido taumaturgico (sembra che il Governatore soffrisse di lancinanti dolori alla schiena), tanto che le sue condizioni di salute gli consentirono di partecipare con tutte le sue energie alla dura battaglia di Agnadello (tra Milano e Bergamo).

Ma poco dopo, i suoi disturbi si fecero ancora vivi e lo prostrarono sensibilmente. Spirò nel febbraio 1511 a Correggio.

Tuttavia, tra i suoi progetti, esisteva quello di rendere ancora più sacra la fonte e, poco prima di morire, ordinò la costruzione di un santuario, per l’appunto Santa Maria alla Fontana. E’ presente ancora oggi la struttura in cui si bagnò Carlo II d’Amboise. Nel Seicento, sotto il dominio spagnolo, il tutto venne affidato ai frati minori francescani. Essi costruirono qui una nuova chiesa che si trova sopra il sacello della sacra fonte, sempre dedicata a Santa Maria.

Ancora oggi oggi alcuni pellegrini continuano a bere l’acqua miracolosa. Ovviamente non esiste più la vecchia fonte, già inquinata nel secolo scorso a seguito dell’attività svolta dalle industrie circostanti, e l’acqua proviene ora dall’acquedotto cittadino.

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