L’INCANTEVOLE EX CHIESA DI SAN PAOLO CONVERSO

di Carlo Radollovich

Il tempio di San Paolo Converso, oggi sconsacrato, situato in piazza San’Eufemia (zona corso Italia), rappresenta un magnifico capolavoro del Manierismo lombardo. Si tratta di un monumento a doppia sala che ci ricorda la chiesa di San Maurizio e raccoglie alcuni capolavori pittorici dei fratelli Giulio e Antonio Campi, artisti cremonesi del Cinquecento. Giulio in particolare ha tra l’altro attivamente dipinto nel Duomo di Cremona e a Bisuschio (Villa Cicogna Mozzoni).

Si ritiene che la ex chiesa dedicata a San Paolo Converso sia opera dell’architetto Galeazzo Alessi, dapprima attivo a Genova e successivamente entrato nelle simpatie dei milanesi quando si trasferì nella nostra città per aver lavorato ai progetti destinati alla chiesa di San Barnaba, di San Vittore al Corpo e di Santa Maria presso San Celso, oltre ad aver preso parte a numerosi lavori presso il nostro Duomo.

La ex chiesa fu iniziata nel 1549 e terminata più avanti, attorno al 1590. E’ ricca di affreschi, di fregi, di stucchi e di decorazioni che ricordano tra l’altro l’horror vacui (la paura del vuoto), la cultura artistica che si manifestava nel tardo Rinascimento. Dietro il presbiterio si notano quattro affreschi di spicco, sempre dei fratelli Campi, che si rifanno alla vita di San Paolo. Nelle cappelle a fianco va presa in considerazione una magica e quasi fiabesca “Decollazione di San Giovanni Battista” nonché un suggestivo “Martirio di San Lorenzo”. Il “Martirio di Sant’Eufemia” è invece di autore ignoto. Infine, è tutta da ammirare la volta affrescata dell’edificio che si estende per parecchie decine di metri, volta che è da considerare un’autentica perla di questa ex chiesa.

Infine, va sottolineato che la ex chiesa era originariamente annessa al monastero delle suore Angeliche di San Paolo e quest’ultimo purtroppo, dopo la soppressione dell’Ordine avvenuta ai tempi di Napoleone, scivolò verso un totale deterioramento.

Concludiamo con una curiosità: una grande cantante del calibro di Maria Callas (ma anche di Mina) volle effettuare qui alcune registrazioni grazie ad una acustica davvero peculiare.

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