A PALAZZO REALE UNA MOSTRA SU PAOLO GRASSI

di G.P.

Ha aperto presso le sale di Palazzo Reale “Paolo Grassi. Senza un pazzo come me, immodestamente un poeta dell’organizzazione”, la mostra dedicata alla figura di Paolo Grassi, impresario teatrale, co-fondatore e co-direttore del primo teatro stabile d’Italia, il Piccolo Teatro di Milano.

L’esposizione – promossa e organizzata dalla sezione Cultura del Comune, insieme a Palazzo Reale e Fondazione Paolo Grassi – è ad ingresso gratuito e rimarrà aperta fino al 24 marzo 2019, per poi diventare itinerante fino ai primi mesi del 2020.

Ideata per celebrare il centenario dalla nascita del poliedrico artista, la mostra “Paolo Grassi. Senza un pazzo come me, immodestamente un poeta dell’organizzazione” si pone come obiettivo quello di celebrare la lunga avventura professionale, culturale e umana di Grassi, grazie ad un cospicuo allestimento di libri, video, installazioni, quadri, filmati d’epoca e oggetti.

La mostra – curata da Fabio Francione – è suddivisa in 5 sezioni, cui si accede dopo un breve percorso fatto di foto e documenti e dedicato alla vita privata di Grassi; la prima sezione, intitolata “Costruzione di un progetto. Paolo Grassi prima di Paolo Grassi“, coincide con il periodo che va dal 1936 al 1946 e prevede una selezione di libri, lettere, riviste, articoli, locandine, provenienti da archivi pubblici e privati.

La seconda sezione “Al Piccolo Teatro con Giorgio, Nina e gli altri” copre il ventennio che va dal ’47 al ’67, ovvero gli anni della fondazione del Piccolo Teatro insieme a Giorgio Strehler e Nina Vinchi; a questa sezione se ne affianca una “bis” che copre il periodo che va dal 1968 al 1972, intitolata “Un teatro fuori le mura. La direzione solitaria“, dedicata al periodo in cui Grassi diresse il Piccolo Teatro di Milano da solo, con foto, video e documenti relativi alle messe in scena degli spettacoli più rappresentativi di Goldoni, Brecht, Bertolazzi e Pirandello.

La terza sezione – intitolata “L’opera alla prova dei media e della comunicazione. Gli anni al Teatro alla Scala” – coincide con il quinquennio di Sovraintendenza presso il Teatro alla Scala che impegnò Grassi dal 1972 al ’77, e prevede un’installazione guidata alla visione dell’Otello e materiale documentale riguardante i cartelloni operistici e di danza della Piccola Scala.

La quarta parte, “Un riformista alla Presidenza della Rai“, copre i tre anni (1977 – 1980) in cui Grassi fu Presidente della Rai, un periodo in cui l’artista di fatto trasformò la terza rete in un canale culturale pubblico, implementando anche la produzione di film e sceneggiati televisivi poi premiati nei festival più significati (tra gli altri: “L’albero degli zoccoli” di Olmi, “Padre padrone” dei fratelli Taviani, “Molière” di Ariane Mnouchkine e “Gesù di Nazareth” di Zeffirelli).

La quinta ed ultima sezione, invece, è intitolata “Una passione trasversale: l’editoria” e ripercorre i quasi 40 anni di carriera parallela di Grassi come editore, partendo dagli inizi con Le Edizioni di Pattuglia, Poligono, Rosa e Ballo, passando per la collezione teatro Einaudi con Gerardo Guerrieri e il lavoro editoriale con Guazzotti alla Casa Editrice Cappelli e finendo con il progetto Electa che occupò i suoi ultimi anni.

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