PALAZZO ISIMBARDI : LA TORRE DELLE SIRENE

di Carlo Radollovich

Presso il giardino di Palazzo Isimbardi (via Vivaio 1), area verde che si estende tra il palazzo della Provincia e quello della Prefettura, è situata una strana costruzione, nota come “Torre delle sirene”, alta una ventina di metri, che ha alle spalle un passato di paura e di trepidazione vissuto dai milanesi nel corso dell’ultimo conflitto mondiale. Infatti, le sirene a cui alludiamo non hanno nulla a che vedere con le flessuose figure di mitologica memoria, ma rappresentano semplicemente sinistre segnalazioni di aerei nemici in arrivo.

In questo edificio, con tetto a punta, era stata installata una centralina con funzioni di vero e proprio allarme per avvisare i cittadini dell’incombente pericolo. E i tecnici che sono stati autorizzati ad entrare nella costruzione, subito dopo la guerra, hanno potuto visionare alcune scritte riguardanti le incursioni aeree, tra cui una davvero bizzarra: “Meglio allarmati oggi che bombardati domani”.

Sotto il giardino era stato allestito un ampio bunker, oggi chiuso al pubblico, capace di ospitare duecento persone circa, destinato prevalentemente alle autorità dell’epoca. Qui era stato installato un centro telegrafico, collocate apposite apparecchiature per il filtraggio dell’aria in caso di aspersione di gas tossici nonché una stanza ad uso esclusivo del prefetto e diversi servizi igienici.

Si narra che Benito Mussolini (ma la notizia è avvolta dalla leggenda) trascorse qui i suoi ultimi giorni prima di tentare la fuga da Milano.

Da alcuni anni la Provincia sembra intenzionata a farne un museo, interessante per ricordare gli orrori della guerra, ma sinora non è scattato alcun segnale.

In città erano operativi 14mila rifugi antiaerei, nascosti sotto i palazzi, di norma segnalati con “R” (rifugio) o “U.S.” (uscita di sicurezza). Molto importante, tra gli altri, era quello di via Adriano, a nord di via Padova, capace di ospitare tutti gli operai della Magneti Marelli e quello di viale Luigi Bodio, verso piazzale Nigra, allestito nei sotterranei della scuola Giacomo Leopardi.

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