DE CHIRICO (FI): LA SICUREZZA COME PRIORITÀ

di Ugo Perugini

Abbiamo intervistato il vice capogruppo di Forza Italia al Consiglio Comunale, Alessandro De Chirico, mentre stava recandosi presso la Villa Reale di Monza dove era prevista una speciale riunione del Consiglio Comunale che riuniva i Comuni di Milano, Monza, Sesto San Giovanni e Cinisello Balsamo, per discutere sul progetto di ampliamento della Metro 5 fino a Monza (undici fermate) e sul suo finanziamento da parte del Governo.

L’opera, fondamentale per i territori che attraversa, secondo gli auspici, dovrebbe concludersi entro il 2026, in concomitanza con le Olimpiadi invernali, auspicando che ci vengano assegnate, come ci si augura a Milano-Cortina.

Cominciamo con domande che riguardano più da vicino le nostre periferie. Dr. De Chirico, spesso, ci sono pervenute lamentele da parte di cittadini che segnalano la presenza di zingari che rovistano nelle pattumiere, ostacolando il lavoro degli addetti dell’Amsa e costringendo spesso gli stessi custodi a intervenire, controllando che la raccolta di rifiuti avvenga in modo regolare. Il problema è all’attenzione dell’istituzione? Cosa si sta facendo a tal proposito?

Purtroppo il problema è piuttosto diffuso in tutta la città. Mi sono stati segnalati numerosi casi nel Gallaratese e nei pressi del Cimitero Maggiore, dove le carovane dei nomadi spadroneggiano creando problemi ai residenti e ai commercianti che operano in zona. Gli stessi sindacati dell’Amsa lamentano ritardi,  disservizi, e mostrano preoccupazione per la sicurezza, quando si imbattono in queste persone che lacerano i sacchi per rovistare al loro interno.  Da parte dell’opposizione sono state fatte numerose interrogazioni sul problema ma la risposta del Comune è stata ridicola. 192053055-7b8218bc-7384-48e6-b258-61c8203d8484

Un altro problema sono gli accampamenti delle carovane rom in luoghi delle periferie lontani dagli sguardi delle Istituzioni. Ad esempio, a Muggiò la Polizia Locale ha fatto 60 interventi in 300 giorni, uno ogni 5 giorni, e il totale delle multe staccate per divieto di campeggio solo 7. Nessuno sequestro dei mezzi. Vergognoso! D’altra parte, questo atteggiamento lassista, questa eccessiva tolleranza, nasce a monte: dalla gestione del Sindaco Pisapia fino a quella di Sala. È una precisa volontà politica della sinistra. Invece, è necessaria mano ferma e interventi decisi e drastici, eventualmente ricorrendo al Daspo, allontanando chi ha comportamenti scorretti e lesivi per la comunità.

Cosa ne pensa delle occupazioni abusive e della questione della regolarizzazione dei centri sociali? Perché il Comune sembra incapace di intervenire su questi temi? 

Recentemente un autorevole esponente della maggioranza si è mostrato contrario a una  regolarizzazione del Leoncavallo, il centro sociale di via Watteau. Anche lui, come noi dell’opposizione, è contro un accordo con la famiglia Cabassi che è proprietaria dell’ex-cartiera, attraverso una scambio di immobili e la riassegnazione dello stesso attraverso un bando pubblico, ancora al centro sociale, il tutto a spese della cittadinanza. Lunedì scorso la maggioranza a Palazzo Marino ha bocciato la proposta dell’opposizione per chiedere lo sgombero della palazzina di pregio di viale Molise occupata dal centro sociale Macao. La palazzina liberty, di proprietà della Sogemi, verrà riacquistata dal Comune e inserita nel nuovo fondo immobiliare dell’Ente e crediamo che il centro sociale possa essere in qualche modo favorito dal Comune nella gara d’acquisto. Ma noi siamo assolutamente contrari a compromessi con queste persone. Vigileremo su tutta l’operazione.

Il Centro sociale Leoncavallo
Il Centro sociale Leoncavallo

Vorrei, a questo proposito, segnalare anche un aumento del clima di tensione in città. Mi sono state riferite scritte contro le Forze dell’Ordine in via Polesine e in piazza Corvetto. Inoltre, alcuni esponenti dei centri sociali distribuirebbero volantini sul modo di affrontare e ostacolare l’opera di sgombero. L’inasprimento della lotta politica è dovuto indubbiamente anche al giro di vite impresso negli ultimi mesi dal Ministero degli Interni. Il Sindaco, di fronte a questi episodi, però non può stare a guardare e deve intervenire in modo più deciso, prendendo una posizione più ferma.

E’ vero che dietro ogni occupazione abusiva da parte dei cosiddetti centri sociali esiste un enorme giro d’affari (pranzi, concerti, ristorazione e alloggio, ecc.)? Perché non si fa luce su queste irregolarità e non interviene la Guardia di Finanza?

Credo che ci sia eccessiva accondiscendenza di fronte a queste situazioni da parte delle Forze dell’ordine e della stessa Finanza. Si può comprendere che occorra mantenere la pace sociale ed evitare scontri ma bisogna anche tenere presente che un atteggiamento del genere danneggia i commercianti onesti, gli imprenditori seri che pagano le tasse e affrontano spesso con duri sacrifici la crisi economica, rispetto ai “furbetti” che si trincerano dietro il falso mito della condivisione sociale, alla base del comunismo, e lucrano senza subire alcun controllo.

Lei recentemente ha presentato una mozione per discutere dell’opportunità di individuare nel territorio milanese delle aree per la coltivazione di cannabis a scopo terapeutico.  C’è stata qualche risposta da parte del Comune a questa richiesta?

Il 7 novembre scorso abbiamo partecipato a un tavolo di lavoro al quale erano presenti, oltre ad esponenti del Comune, anche membri dell’associazione Luca Coscioni, ricercatori universitari, farmacologi, genetisti, un pool di esperti che sta studiando il problema. In Italia, vi sarebbero poco meno di 21 milioni di persone che potrebbero usare la cannabis in funzione terapeutica per affrontare varie patologie, come quelle oncologiche, la SLA, l’HIV, l’anoressia ecc. In abbinamento con le terapie classiche l’assunzione di questa sostanza allevia il dolore cronico e dà sollievo al paziente. Attualmente, nel nostro Paese se ne producono 100 chilogrammi all’anno mentre il fabbisogno complessivo sarebbe stimato attorno alle 2 tonnellate.

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Attualmente importiamo dall’estero 700 chilogrammi all’anno, quindi ne mancano ancora 1,2 tonnellate, che alimentano un mercato nero su cui lucra la criminalità e il narcotraffico. Da parte del Ministero, è previsto un incremento della produzione  presso lo Stabilimento Militare di Firenze che però non sembra abbia le competenze necessarie per far fronte alla richiesta. La prossima mossa sarà quella di realizzare uno spin off tra enti pubblici, università e privati, attraverso opportuni bandi, per arrivare alla rottura del monopolio di stato. A gennaio, è prevista la prosecuzione dei lavori di analisi e proposta.

A livello nazionale, credo che Forza Italia concordi con la politica del Ministro degli Interni. E’ così?

Il nostro partito ha sostenuto il decreto sulla sicurezza perché corrisponde esattamente alle idee del nostro programma elettorale. Noi siamo leali con la Lega, ma riteniamo che il decreto approvato debba trovare concretizzazione nei fatti, soprattutto ponendo attenzione ai problemi delle periferie, di Milano e non solo, dove esistono situazioni degradate, con presenza di malavita e scarse garanzie di sicurezza.

Per quanto riguarda la politica nazionale, cosa ne pensa della crisi del suo partito? La Lega resta un alleato importante? Quali soluzioni si potrebbero adottare per ridare slancio a Forza Italia? FdI parla di costituire un grande movimento sovranista e conservatore. Lei condivide questa strategia?

Sono sinceramente preoccupato anche perché è di ieri la notizia di un’altra defezione nel nostro partito: Maullu è passato a Fratelli d’Italia. Mi sembra che i dirigenti del mia partito stiano sottovalutando questa situazione. Forza Italia non è un partito conservatore e sovranista ma fondamentalmente liberale e deve seguire le idee tracciate da Berlusconi, ritornando a dialogare con i commercianti, gli artigiani, le partite Iva riprendendo il contatto con il mondo reale e i suoi problemi. Ritengo che sia necessario aprire un confronto all’interno del partito per trovare le soluzioni giuste per ridargli lustro, altrimenti siamo destinati a scomparire e le defezioni potranno continuare ancora. Anche se le previsioni ci danno in calo, credo che sia necessario riorganizzarci in vista delle Europee. Le confesso che non ho molto apprezzato la nomina del nuovo coordinatore nazionale dei Giovani di Forza Italia, unico candidato, votato per acclamazione. Mi auguro che a partire da gennaio vengano organizzati congressi ad ogni livello aperti alla società civile e in cui ognuno possa esprimersi liberamente per arricchire la nostra offerta politica. Io personalmente non mi tiro indietro!

 

 

 

 

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