I DEPOSITI MILANESI DELL’ATM

di Carlo Radollovich

Il deposito di via Messina 14 (vedi foto) e’ considerato un’autentica perla dell’architettura industriale. Eretto negli anni Trenta, venne purtroppo bombardato nel corso del secondo conflitto mondiale.

Ma l’Azienda tranviaria, smaltite finalmente tutte le paure relative alla guerra, provvide a ricostruirlo mantenendo l’aspetto originario. Fu rifatta la struttura centrale in ferro, inserendo pilastri e capriate come un tempo, e si effettuò il rifacimento degli ampi lucernari e delle caratteristiche pareti in vetro.

Al suo interno è possibile dare un’occhiata non soltanto ai tram attualmente in circolazione, ma anche a vecchie “bandiere” dell’Atm. Desideriamo infatti segnalare le famose sabbiere, in parte ancora oggi circolanti, che provvedono a spargere sabbia sui binari quando esiste il rischio di scivolosità imputabile a pioggia o neve.

Nel deposito di via Teodosio 89 si possono visitare alcune carrozze che possono essere considerate il simbolo della vecchia e della nuova Milano: da quelle antecedenti il ben noto modello classe 1928 alle modernissime denominate “Sirietto”. Qui lavorano, in officina, decine di persone specializzate che si occupano della manutenzione di oltre 400 vetture tranviarie e di circa 700 metropolitane.

Concludiamo con i depositi di via Molise 60 e di via Impastato 27. Nel primo sono osservabili numerosi filobus e autobus. Sottolineiamo con l’occasione che i più recenti mezzi circolanti su gomma risultano contrassegnati con un marchio ecologico ben conosciuto, rappresentato dal cosiddetto “bollino verde”. Nel secondo deposito, sicuramente il più moderno dei quattro, sono visitabili i treni metropolitani oggi circolanti, tra i quali spicca il supermoderno “Meneghino”.

 

 

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