I TROPPO VORACI CORMORANI

di Carlo Radollovich

Il volo di questo elegante volatile, il cormorano per l’appunto, lungo quasi un metro e con una apertura alare che può variare da 1,30 a 1,60 metri, ci appare di una maestosità inconsueta.

È pure meraviglioso osservarlo mentre plana, prima di effettuare un tuffo in mare o nei laghi a caccia di pesci, grazie alle sue ampie ali particolarmente affusolate. Non proprio incantevole, ma sempre interessante, il suo decollo dall’acqua, che si rivela piuttosto complicato, disponendo di zampe che per l’occasione si presentano sempre erette nonché per il peso  del proprio piumaggio, ahimè non impermeabile, intriso d’acqua in ogni analoga circostanza.

Ma questo attraente volatile, appartenente al genere Phalacrocorax, si è ultimamente moltiplicato oltre misura, tanto che le province di Varese, Como, Lecco, Brescia e Bergamo lo hanno messo in “stato d’accusa”, perché particolarmente ghiotto di diverse specie di pesci piccoli, in particolare di alborelle.

È perciò ritenuto nemico della pesca lacustre e fluviale, non solo a livello professionale, ma anche sportivo, tenuto conto che ogni cormorano, consumando giornalmente una quantità di pesce pari a sei etti circa, inciderebbe negativamente anche sull’ecosistema.

Decisione crudele, ma necessaria secondo quanto ritenuto dalle province suddette: è stato infatti deliberato di abbattere circa un migliaio di questi nobili esemplari, numero che rappresenta il 12% circa del totale. E da parte nostra come giudicheremmo questa presa di posizione? Saggia o forse troppo feroce?

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