LA RINASCITA DELL’OSPEDALE SAN RAFFAELE: ECCO IL PROGETTO “ICEBERG”

di Carlo Radollovich

I tempi in cui il San Raffaele appariva sull’orlo di un crac finanziario ben superiore al miliardo di euro, sembrano ormai lontani. E la posa della prima pietra di “Iceberg”, una mega struttura di otto piani più due sotterranei, alta quaranta metri, che entro il 2020 ospiterà in loco il Pronto soccorso e le Chirurgie, pare testimoniare la rinascita di un grande complesso che gode della fiducia in molte parti del mondo. Perché il soprannome “Iceberg” ? L’imponenza  di questa costruzione la fa assomigliare ad una lucida montagna di ghiaccio, la cui punta apparirà slanciata e molto elegante (vedi foto).

Alla posa della prima pietra sono intervenuti, tra gli altri, gli onorevoli Paolo Romani, Licia Ronzulli, Mariastella Gelmini, gli assessori regionali Fabrizio Sala, Giulio Gallera, l’ex governatore Roberto Maroni.

Come noto, l’ospedale San Raffaele appartiene dal 2012 al gruppo San Donato, capeggiato dalla famiglia Rotelli, e il progetto relativo ad “Iceberg”, impartito da San Donato, venne presentato due anni fa dall’architetto Mario Cucinella, designer e docente universitario, collaboratore di Renzo Piano, autore della torre UnipolSai a Porta Nuova, grattacielo che sarà inaugurato all’incrocio tra le vie Melchiorre Gioia e Fratelli Castiglioni entro il 2020.

La nuova struttura del San Raffaele potrà ospitare circa 40mila pazienti nell’arco di un anno, oltre alle migliaia di persone che si rivolgeranno al Pronto soccorso. E’ evidente l’ulteriore svolta di crescita che si desidera imprimere: conferire all’ospedale una nota internazionale ancora più visibile e concreta rispetto al passato.

Da sottolineare un’autentica chicca incastonata nell’ “Iceberg” :  la distanza tra il Pronto soccorso e le terapie intensive non sarà più relativa a cinquanta metri (come oggi impostata) ma verrà ridotta a soli otto metri. A tutto vantaggio delle numerose urgenze.

 

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