Smartphone o non smartphone?

di Donatella Swift

La scuola ufficialmente è in vacanza, ma di certo non mancano gli spunti di discussione.

Il dirigente di una scuola paritaria di Genova si è trovato suo malgrado al centro di una polemica dovuta alla sua volontà di ritirare i cellulari agli studenti del suo istituto nel corso dell’intero arco delle ore di lezioni, per poi restituirli loro all’intervallo ed al termine delle lezioni. Ovviamente si sono create immediatamente due scuole di pensiero, facilmente ipotizzabili: un buon numero di genitori ha plaudito all’iniziativa del dirigente scolastico, mentre un altro gruppo ha addirittura non solo criticato aspramente il tutto, ma ha anche minacciato il preside di denunciarlo per abuso di potere. Il responsabile del plesso ha sempre applicato questa sorta di sequestro preventivo all’interno della sua scuola, anche nei confronti degli studenti maggiorenni, restituendo il cellulare per i venti minuti dell’intervallo. Ma proprio durante un intervallo alcuni ragazzi hanno approfittato del proprio apparecchio per bullizzare un ragazzino, riprendendolo con gli smartphone ed assumendo nei suoi confronti il classico atteggiamento da bulli preadolescenziali. Il video naturalmente è stato diffuso tra i compagni di scuola e della classe dello stesso malcapitato, diventando ben presto virale, al termine della giornata scolastica. Qualcuno dei ragazzi lo ha anche fatto vedere a qualche genitore, che fortunatamente si è dimostrato subito preoccupato e si è immediatamente messo a disposizione della presidenza al fine di individuare la provenienza del filmato. Ed effettivamente le ricerche hanno dato buon esito, in quanto nel giro di poche ore è stato possibile risalire agli autori materiali del video. Ma quando il dirigente scolastico ha avanzato le sue richieste, ecco che sono subito iniziate le barricate da parte di una fetta di genitori, evidentemente poco propensi a fare in modo che i propri ragazzi possano crescere con qualche sano principio – paletto, indispensabile in un contesto che oggi è scolastico, ma che in futuro li potrebbe riguardare a livello lavorativo.

Il discorso è sempre il solito, e da parte nostra non ci stancheremo mai di ribadirlo: genitori ed insegnanti, in questo caso anche responsabili delle strutture scolastiche, hanno il diritto-dovere di educare in maniera del tutto paritetica i propri ragazzi, insegnando loro anche il rispetto per se stessi e per i compagni di quel segmento di vita che prende il nome di scuola, ma è solo collaborando e non prevaricandosi a vicenda che si potranno ottenere risultati quanto meno soddisfacenti.

 

 

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