IMPORTANTI NOVITÀ NELL’ORTO BOTANICO DI BRERA

di Carlo Radollovich

Realizzato nel 1774 per volere dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria, l’Orto di Brera ospita numerose piante su un territorio di circa 5mila metri quadrati.

Apparteneva in origine al soppresso collegio gesuitico e poi venne affidato al protofisico Fulgenzio Wittmann, affinché i cosiddetti studenti “speziali” (intendevano occuparsi della creazione di prodotti medicinali da erbe) effettuassero le loro esperienze nell’elaborare ricette particolari destinate alla medicina. Ne trassero subito vantaggio gli appassionati di botanica, fattore che, nella seconda metà del secolo XVIII, fece decollare in Milano numerosi interessi per questa materia.

E a proposito di botanica, ecco che l’Orto di Brera, gradualmente rinnovatosi dagli anni Novanta in poi, si sta ora trasformando in un’autentica palestra educativa per gli alunni delle scuole e per gli amanti della natura in generale.

Sono stati tracciati, al suo interno, confortevoli sentieri su cui è stato sparso recentemente della ghiaietta, eliminando in tal modo  la fangosità che si andava formando dopo la pioggia. L’incantevole giardino (ove spiccano tra l’altro due splendidi esemplari di Gingko bilova, un raro noce del Caucaso e un maestoso tiglio di quaranta metri), è stato arricchito con oltre trecento specie autoctone, tra cui agrifogli, tassi, felci, arbusti vari. E’ davvero riposante, approfittando di qualche ora di libertà, poterci immergere in questa oasi di serenità prendendo posto sulla “vasca del pensiero”, una sorta di ampia panca tondeggiante che suscita ammirazione da parte dei visitatori (circa 150mila all’anno).

Si confida che questa preziosa area possa incentivare sempre più l’interesse nei riguardi della cultura botanica, imparando anche a rispettare (non solo qui, ma pure altrove) tutto ciò che rappresenta spettacolarità della natura e qualsiasi territorio permeato di verde.

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