Seguendo le tracce 2018

di Donatella Swift

La grande attesa per l’inizio degli esami di maturità 2018 è terminata con la fatidica apertura dei plichi contenenti la prima prova, quella di Italiano, valida per tutti gli indirizzi di studi dalla Val d’Aosta alla Sardegna. Le tracce erano state scelte a febbraio dalla commissione appositamente preposta dal ministro uscente, Valeria Fedeli. Le tematiche proposte non erano particolarmente difficili, ma nella sostanza lo sono state per i testi presentati agli oltre 500.000 studenti giunti all’ultimo atto del loro percorso nella secondaria superiore. Per esempio, ha fatto discutere la scelta di proporre un testo tratto da “Il giardino dei Finzi – Contini” di Giorgio Bassani, adducendo come scusa che non tutti i programmi prevedono Bassani, o ancora quello relativa alla Costituzione. Nel primo caso il protagonista racconta della sua esclusione dalla biblioteca comunale, “un posto che – come si legge nel brano proposto – che bazzicavo fino dagli anni del ginnasio, e dove mi sentivo un po’ come a casa. Tutti molto gentili, con me, fra quelle vecchie pareti”. Ed ecco che all’ improvviso in quel luogo tanto amato, dove addirittura era possibile fumarsi anche una sigaretta, interviene l’ordine tassativo del direttore della biblioteca per quanto concerne i frequentatori ebrei, motivo per cui il giovane narratore deve sloggiare immediatamente da quei locali. Bassani non parla esplicitamente delle leggi razziali, ma di una persecuzione che arriva ad invadere la quotidianità di chi viveva in quel particolare momento storico.

Altre polemiche si sono concentrate sul tema di ordine generale, che partendo dall’articolo 3 della Costituzione – Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali” – e proseguendo “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini”, chiedeva agli studenti di soffermarsi sull’analisi dei principi di uguaglianza formale e sostanziale presenti nella Costituzione stessa.
Al di là delle solite stucchevoli polemiche che ogni anno si ripropongono puntuali come le tasse, ciò che mi ha personalmente colpita è stato sentire colleghi di materie giuridiche affermare che i docenti di lettere non sarebbero in grado di giudicare un tema esposto in questi termini in quanto l’articolo 3 preso in esame non può prescindere da altri articoli presenti poco prima o poco dopo nel testo della Costituzione. Non credo sia una questione di “ignoranza”, o almeno lo spero, bensì mi pare di intravvedere qualcosa di peggio, come se ci fossero ancora compartimenti stagni tra una materia e l’altra.
Sia il tema su Bassani che quello sulla Costituzione sono appunto delle “tracce”, uno spunto di riflessione da cui partire, senza per questo dover sapere tutta la narrativa della seconda metà del Novecento o tutto il Codice Civile a memoria.

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