PREVENZIONE E DIAGNOSI DELLA MACULOPATIA

di Stefania Bortolotti

La prima Campagna Nazionale di prevenzione e diagnosi della maculopatia senile ha avuto un grande successo. L’obiettivo degli organizzatori Camo Centro Ambrosiano Oftalmico e IRCCS Ospedale San Raffaele, con il patrocinio del Ministero della Salute, della SOI Società Oftalmologica Italiana e del Comune di Milano, è stato quello di diagnosticare eventuali problemi alla macula: la regione dell’occhio più importante dal punto di vista visivo. La campagna è stata anche un’importante occasione di informazione e sensibilizzazione alla cittadinanza sull’esistenza della patologia che colpisce questa struttura oculare.  Ogni Centro, qualora non ne fosse stato in possesso, è stato dotato della più moderna tecnologia di OCT (Optical Coherence Tomography) per poter effettuare scansioni ad alta risoluzione della macula, che hanno permesso di studiare le alterazioni strutturali retiniche delle fasi precoci della degenerazione maculare legata all’età e alterazioni di altro tipo.

La campagna è stata indirizzata a persone di età superiore a 50 anni. Sono stati effettuati 2.856 screening. Rispetto a tale campione il 57% erano donne e il 43% uomini. Il 43,7% dei pazienti avevano età compresa tra i 50 e i 59 anni, il 36% tra i 60 e i 70 anni e il 17,7% aveva età superiore ai 70 anni.

La degenerazione maculare senile è sicuramente una malattia multifattoriale che comprende sia fattori di rischio accertati sia presunti tali. La predisposizione genetica, l’esposizione alla luce solare, l’ipertensione, l’elevata assunzione di acidi grassi saturi e il fumo sono gli elementi più importanti tra i fattori di rischio. Nel nostro campione il 14,9% dei pazienti ha dichiarato di essere un fumatore, il 19,8 % un ex fumatore e il 67,2% un non fumatore. Il 35,4% del campione era iperteso.

Come abbiamo detto anche la familiarità è un fattore predisponente alla maculopatia; il 33% dei pazienti visitati aveva almeno un parente stretto che soffre di questa patologia.  

RISULTATI:

Durante i 2.856 screening sono state riscontrate 424 maculopatie allo stadio iniziale, mai diagnosticate precedentemente, pari al 17% del totale dei pazienti che si sono sottoposti allo screening.  Questi pazienti all’OCT presentavano drusen di piccole o medie dimensioni che attualmente non influiscono sulla visione, ma che in futuro essendo la maculopatia una degenerazione evolutiva potrebbero, con elevata probabilità, portare a stadi più avanzati della patologia creando nel paziente delle difficoltà visive anche importanti alterando la qualità di vita delle persone. (nella foto esempio maculopatia)

 

 

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