CIO’ CHE RIMANE DEL LAZZARETTO

di Carlo Radollovich

Nel quadrilatero di corso Buenos Aires era ubicato il ben noto Lazzaretto, impresso nella memoria dei milanesi d’un tempo per aver ospitato migliaia di appestati nel corso delle diverse epidemie esplose nella nostra città.

Esistono alcune ipotesi circa l’etimologia di questo nome. Potrebbe derivare da Lazzaro, il personaggio più volte menzionato nei Vangeli, oppure provenire dall’ospedale per persone che avevano contratto vari morbi, fondato a Venezia presso Santa Maria di Nazareth. Il termine Nazareth, a seguito di corruzioni fonetiche, avrebbe dato vita dapprima a “nazaretto” e successivamente a “lazzaretto”.

Testimone delle tragiche vicende che si concludevano al suo interno e che si sviluppavano su un’area di circa 140mila metri quadrati, fu descritto da Alessandro Manzoni nel capitolo XXXI de “ I Promessi Sposi”.

Cio’ che rimane oggi del Lazzaretto è veramente poca cosa. Citeremo le sei celle ubicate in via San Gregorio, appartenenti dal 1974 alla Chiesa ortodossa greca. Osservandole dalla stessa via è possibile lanciare lo sguardo su sei finestre di forma rinascimentale e su sei comignoli, i cui camini assicuravano un certo riscaldamento ai malati durante la stagione fredda e la possibilità di cuocere qualcosa di molto frugale.

Qualora potessimo entrare nel cortile, noteremmo il porticato sotto il quale spiccano dieci archi e undici colonne. Sul lato del porticato stesso è stata murata una lapide in latino che recita: “O viandante, trattieni il passo ma non il pianto”. Sulla parte che da’ verso strada, è ancora presente un tratto del vecchio fossato.

A proposito di ciò che rimane del Lazzaretto, segnaliamo che nel cortile del civico n. 1 di corso Buenos Aires, appartenente al palazzo Luraschi, sono visibili alcune colonne del Lazzaretto identiche a quelle di via San Gregorio.

Inoltre, al n. 1 di largo Bellentani Fra Paolo è posta una piccola chiesa che apparteneva al ricovero degli appestati. Era stata inizialmente dedicata a San Gregorio, ma successivamente a San Carlo Borromeo. Purtroppo, la chiesetta è chiusa da tempo poiché il soffitto, pericolante, non consente visite di alcun genere.

Una curiosità:  al civico n. 29 di via Castaldi è oggi ancora aperta l’Antica Farmacia del Lazzaretto (1750), una delle più vecchie della città. Essa è nota per aver realizzato nel 1904 l’Amaro Medicinale Giuliani, un liquore a base di erbe.

 

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