LA STELLA DI DAVID

di Carlo Radollovich

Sulla facciata della basilica di San Marco, situata nella piazza omonima, e precisamente sul grande rosone centrale, è curiosamente visibile la ben nota stella di David, a sei punte (vedi foto), simbolo ebraico che si trova abbastanza raramente su un tempio cattolico. Dal centro della stella si dipartono sedici raggi, quasi a ricordare un’inconsueta rosa dei venti, al centro di molti commenti da parte di diversi studiosi.

Le sei punte vogliono comunque rappresentare i sei giorni della creazione (il settimo, come si sa, venne riservato al riposo) e pertanto questo simbolo è in pratica divenuto sinonimo di microcosmo. Veniva posto all’ingresso delle case ebree, mentre diversi cristiani lo adottarono spesso come amuleto. Tra gli islamici, l’esagramma stellato (così viene denominata l’unione di due triangoli equilateri) veniva addirittura definito come un perfetto talismano, che consente di godere della benedizione di Dio.

Per le religioni buddista e induista (anch’esse utilizzatrici di queso simbolo universale), i colori originali dei due triangoli equilateri erano il verde e il rosso, successivamente trasformati in bianco (che rappresenta la materia) e in nero (lo spirito).

Ricostruendo molto in breve la storia della “stella”, va detto che, attorno al 1150, la letteratura rabbinica attribuì all’esagramma un carattere mistico mentre, nel corso del secolo XIII, esso divenne uno dei principali attributi dell’angelo Metatron, presente nel giudaismo rabbinico, al quale venne affiancato l’arcangelo Michele, maestro responsabile delle milizie celesti.

Nel 1354 , re Karel IV concesse agli ebrei di Praga la possibilità di avere una propria bandiera e costoro provvidero subito a confezionare sulla stessa un esagramma stellato, in oro, varando in tempi brevi la “Bandiera del re David”. Tale bandiera divenne il simbolo ufficiale delle sinagoghe della comunità ebraica.

Va ricordato che, sino ai primi dell’Ottocento, la stella di David appariva su diverse chiese cattoliche, anche se soltanto come simbolo ornamentale. In seguito, la sua adozione si fece sempre più rara, in considerazione del fatto che avrebbe potuto identificarsi tout court con l’ebraismo o addirittura con talune configurazioni massoniche.

 

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