GIOVANNI SCHIAPARELLI E IL MUSEO ASTRONOMICO

di Carlo Radollovich

Sulla torre nord del Museo Astronomico di Brera, è situata una vera e propria cupola progettata da Giovanni Schiaparelli (1835-1910) quando fu nominato direttore dell’Osservatorio nel 1862.

In tale cupola è possibile ammirare il rifrattore realizzato da Georg Merz, un ottico tedesco assai esperto, rifrattore che dispone di un obiettivo di circa 220 millimetri e una lunghezza focale di 3,10 metri. Malgrado l’età, lo strumento si presenta in ottimo stato di conservazione.

Schiaparelli, nel suo vasto scrutare i cieli, lo utilizzò anche per osservare la formazione di strani canali che apparivano sul suolo di Marte. La corsa all’interpretazione da parte della stampa italiana fu enorme e le molteplici supposizioni, sull’eventuale presenza di vita sul pianeta rosso, fecero ampiamente discutere numerose frange dell’opinione pubblica. Furono scritte innumerevoli opere dal contenuto fantascientifico, che ipotizzavano la presenza di forme di vita, certamente “promosse”, almeno in parte, dall’astronomo statunitense Percival Lowell. Come noto, solo a seguito delle fotografie scattate dalle sonde Mariner, nel 1965 e successivamente nel 1971, venne accertato in modo definitivo che non esistevano canali artificiali su Marte, ma soltanto profonde incisioni e formazioni di origine vulcanica.

Vale la pena, con l’occasione, di ricordare il Museo Astronomico di Brera che accoglie diversi strumenti appartenuti all’Osservatorio, il più antico istituto di ricerca scientifica della città. Sono presenti, ad esempio, il Magnetometro di Gauss (per determinare con precisione l’ampiezza dell’angolo formato tra il meridiano magnetico e il meridiano terrestre) nonché lo spettroscopio a visione diretta di Giuseppe Poggiali, del 1865.

Durante i trentotto anni in cui Schiaparelli fu direttore dell’Osservatorio stesso, furono compiuti notevoli sforzi nel reperire e conservare interessanti strumenti riguardanti il mondo dell’astronomia, in parte anche rari. Inoltre, va ricordata la presenza in loco di una Biblioteca Antica nonché di un ampio Archivio Storico.

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