RISPUNTA LA DISCUSSIONE SU EMA A LIVELLO EUROPEO

di Carlo Radollovich

L’Agenzia Europea per il Farmaco (Ema, ossia European Medicines Agency) inizia di nuovo a far parlare di sé.

Come noto, l’Agenzia dovrà lasciare Londra entro fine marzo 2019, data in cui il Regno Unito abbandonerà l’Ue. Il nostro sindaco, presentatosi davanti alla commissione delle Petizioni ha sottolineato le irregolarità scaturite dal procedimento di selezione comunitario e si è dichiarato pronto a proseguire con determinazione sino alla fine della “partita” con piglio molto deciso.

Allo stesso tempo, gli avvocati facenti parte del Comune di Milano hanno affrontato la questione Ema con la Corte europea di giustizia e si attende un verdetto entro le prossime settimane, salvo ritardi per eventuali supplementi d’indagine. Ed è stato ribadito il fatto che, qualora si verificassero nuovi ritardi nella costruzione della sede Ema di Amsterdam, l’esito del tanto contestato sorteggio Olanda-Italia che ha assegnato l’Agenzia alla città di Amsterdam (quasi si trattasse di un rudimentale verdetto sportivo), potrebbe essere rimesso in discussione.

Giuseppe Sala ha pure vibratamene protestato presso la Commissione europea, che aveva a suo tempo impostato la procedura di selezione delle città candidate. Secondo Sala, la Commissione non avrebbe svolto un suo preciso compito, tanto che il particolareggiato dossier milanese, richiesto dalla stessa, non sarebbe stato preso in considerazione.

Inoltre, mentre la nostra città aveva messo prontamente a disposizione il Pirellone, Amsterdam non aveva nemmeno proceduto ad appaltare la necessaria costruzione. Si richiede pertanto una soluzione di riserva.

La contestazione giuridica, mossa da Milano, parte dal presupposto che le condizioni offerte da Amsterdam sono state modificate dopo le votazioni dei ministri, i quali si erano espressi su una proposta non rispettata dalle competenti autorità olandesi. Sala chiede in sostanza un monitoraggio sulla tempistica relativa al trasferimento nella città olandese nonché  una valutazione dei costi reali, dunque richiedendo una sospensione della “luce verde” a favore di Amsterdam sino alla conclusione delle discussioni presso la Corte di giustizia europea.

Un’ultima notizia. Si tenta in ogni caso di realizzare un’alternativa: candidare Milano all’ottenimento di un’Agenzia Ue in corso di studio: lavoro e cybersecurity.

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