SI TORNA A PARLARE DEI NAVIGLI

di Carlo Radollovich

Dopo alcune settimane di relativo silenzio sul delicato argomento riguardante la riapertura dei Navigli, ecco apparire di nuovo il fronte di coloro che si dichiarano favorevoli allo scoperchiamento. In testa, appare un personaggio di spicco, niente meno che il nostro sindaco.

Egli, nel prossimo mese di aprile, darà il via ad un dibattito pubblico, che riteniamo quanto meno acceso, con la finalità di strappare il consenso dei concittadini. La consultazione tramite referendum appare definitivamente decaduta, tenuto conto che Roma non aveva accolto la richiesta del Comune di Milano per poterla abbinare alle recenti elezioni politiche.

Secondo un disegno che si vorrebbe realizzare, l’inizio dei lavori scatterebbe nel 2020 e, nell’arco di due anni, i milanesi potrebbero ammirare l’apertura dei primi tratti di Naviglio. Ovviamente, il condizionale è d’obbligo, se si considera l’enorme impegno finanziario che ci si dovrebbe accollare: anzitutto 150 milioni di euro che, come auspicato da Beppe Sala, consentirebbero l’apertura di un primo tratto, nel corso del 2022, pari a due chilometri circa. Il costo relativo alla completa riapertura dei Navigli si attesterebbe sui 400 milioni circa.

I primi lavori riguarderebbero opere piuttosto complesse, tra cui la canalizzazione delle acque della Martesana per poter rifornire adeguatamente i Navigli. Si dovrà pure affrontare anche il tema della navigabilità, facendo il punto su quali tipi di natanti potrebbero solcarli. Inoltre, dovranno essere eseguiti precisi approfondimenti sul regolare deflusso delle acque e sulla perfetta tenuta degli “argini”.

Come potrebbero essere reperiti i cospicui fondi, necessari per la realizzazione di questo gigantesco progetto? Si confida anzitutto nel sostegno, seppure parziale, da parte della Regione Lombardia, ma ci si rivolgerà anche ai privati, sperando in un consistente apporto finanziario.

Ma sussiste pure una considerazione di tutt’altro genere. Citiamo il traffico cittadino, già messo a dura prova dagli scavi relativi alla costruzione della Linea Blu della metropolitana. Il tessuto urbano dovrebbe farsi carico di ulteriori interruzioni e deviazioni poiché, sino all’anno 2022, i lavori per la M4 si assommerebbero a quelli onerosi per i Navigli.

Una domanda: varrebbe forse la pena di rinviare di qualche lustro il “sogno romantico” della riapertura?

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *