Alla base di un buon rendimento è opportuno avere un buon metodo di studio, vediamo come

di Donatella Swift

Quante volte negli ultimi tempi si è sentito parlare di metodo di studio.

In alcune scuole lo hanno adottato anche come offerta formativa. Ma nella stragrande maggioranza delle scuole superiori ciò non accade per diversi motivi, che vanno dalle classi eccessivamente numerose alla volontà da parte dei docenti di voler arrivare a tutti i costi alla fine dei rispettivi programmi. Inoltre, con l’arrivo della tecnologia, le nuove generazioni hanno finito per dimenticare, in buona parte, quelle attività tipicamente amanuensi, come sottolineare le parti più importanti sui libri o prendere appunti in classe, durante le lezioni. Due attività che hanno costituito in buona sostanza i capisaldi di molti giovani negli anni, insegnando loro un valido metodo di studio, diversificato in quanto teneva conto dei diversi stili di apprendimento di ognuno. Ora invece queste “sane abitudini” sono andate perdendosi, i ragazzi non riescono ad organizzarsi il lavoro domestico in modo da arrivare alle verifiche o alle interrogazioni in maniera indolore. Di più: con la presenza di studenti BES, ovvero con Bisogni Educativi Speciali, spesso gli insegnati annunciano per tempo le date delle interrogazioni scritte ed orali e, nonostante ciò, permane in alcuni ragazzi la mancanza di una pianificazione lineare delle materie da studiare. Non stiamo parlando dei famosi, per qualcuno addirittura famigerati, compiti a casa: la nostra è solamente una constatazione di come al giorno d’oggi molti studenti non sappiano suddividersi le materie di studio, ritagliandosi il tempo anche nelle pause o anche in quelle giornate in cui non c’è molto da studiare per il giorno successivo e che si potrebbero tranquillamente sfruttare per approfondire meglio determinati argomenti. E l’uso di smartphone e di tablet se da una parte ha sveltito, e di molto le ricerche immediate, dall’altra sta di fatto impedendo ai giovani l’uso della propria “testolina”, non invogliandoli a pensare “perché tanto lo trovo su Internet”- E di conseguenza il rendimento in generale ne sta risentendo in maniera esponenziale: per qualcuno valgono poco o nulla anche schemi, mappe concettuali o riassunti- La speranza è che presto si torni a studiare in maniera proficua e meno tecnologicamente avanzata

 

 

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