SOSTANZE CHIMICHE PIÙ SICURE PER I CONSUMATORI, I LAVORATORI E L’AMBIENTE

di Giovanna Guiso

Le sostanze chimiche sono presenti nei luoghi di lavoro, in auto e in casa (nell’abbigliamento, nella biancheria, nei giocattoli, nei mobili, negli elettrodomestici, nei cibi e nelle bevande) e pertanto sono considerate essenziali nella vita quotidiana. Alcune di queste sostanze possono comportare rischi per la salute e per l’ambiente.

Per proteggere meglio la salute e l’ambiente dagli effetti potenzialmente nocivi delle sostanze chimiche, l’Unione Europea ha adottato 10 anni fa la normativa Reach su tutte le sostanze chimiche, la più avanzata e completa al mondo, che regola la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche, diffonde informazioni al riguardo e proibisce l’utilizzo sul mercato europeo di quelle nocive.

Nel corso del tempo il Reach ha ristretto e vietato l’utilizzo di alcune e ne ha avviato la sostituzione con altre più sicure. Ecco alcuni esempi.

Ha emesso 18 restrizioni per il cromo, il nickel e il piombo nei prodotti di consumo, il bisfenolo A (un interferente endocrino) negli scontrini di cassa e i composti di nonilfenolo (tossici per l’ambiente acquatico) nei prodotti tessili.

Ha individuato 181 sostanze chimiche che possono avere gravi ripercussioni sulla salute umana e sull’ambiente e ne ha inserite 43 nell’elenco delle sostanze soggette ad autorizzazione Reach ovvero quelle sostanze il cui impiego deve essere autorizzato e poi gradualmente eliminato man mano che diventano disponibili adeguate alternative.

Ha promosso metodi alternativi alla sperimentazione animale per la valutazione dei rischi legati alle sostanze chimiche (tra il 2012 e il 2016 la Commissione ha stanziato circa 40 milioni di euro all’anno per sostenere la ricerca di metodi alternativi) riducendo così la necessità di esperimenti di questo tipo.

A oggi, la procedura di registrazione Reach ha permesso di raccogliere informazioni su oltre 17mila sostanze tramite 65mila fascicoli di registrazione delle principali sostanze chimiche prodotte e utilizzate nell’UE, migliorando così la comunicazione e la trasparenza nella catena di approvvigionamento e permettendo all’Europa di affrontare meglio i rischi legati alle sostanze chimiche e di approfondire l’armonizzazione del mercato interno dei prodotti chimici.

Per tutelare ancora meglio i consumatori, i lavoratori e l’ambiente, la Commissione europea propone alcune misure per migliorare l’attuazione della normativa Reach. Queste misure sono volte a migliorare la qualità dei fascicoli di registrazione presentati dalle imprese, semplificare il processo generale di autorizzazione e garantire condizioni di parità tra le imprese europee e quelle dei Paesi extraeuropei. Intende inoltre continuare a sostenere le piccole e medie imprese nel loro impegno a conformarsi alla normativa e di consolidare l’applicazione di quest’ultima da parte delle autorità nazionali.

La Commissione auspica inoltre di aumentare la coerenza del regolamento Reach con la normativa in materia di tutela dei lavoratori e sui rifiuti. Si riunirà il prossimo giugno per discutere con il Parlamento europeo, gli Stati membri e le parti interessate, i risultati e le azioni di follow-up del secondo riesame del Reach.

Il regolamento Reach è entrato in vigore nel 2007, quando ha sostituito il precedente quadro legislativo per le sostanze chimiche nell’UE, che era stato adottato tra la fine degli anni ’60 e gli anni ’70. In linea con il principio “chi inquina paga”, il Reach ha riconosciuto l’industria come responsabile della sicurezza delle sostanze chimiche lungo la catena di approvvigionamento pertanto le imprese devono individuare e gestire i rischi legati alle sostanze chimiche e dimostrare come utilizzare tali sostanze in sicurezza. Ciò richiede nuove forme di cooperazione tra le imprese, un miglioramento della comunicazione lungo la catena di approvvigionamento e lo sviluppo di strumenti per guidare e assistere le imprese e le autorità pubbliche nell’attuazione del regolamento.

La procedura di registrazione ha avuto inizio nel 2009, e il primo termine per la registrazione è stato fissato per il 2010. La fase di preregistrazione (indispensabile per registrare le sostanze esistenti entro i termini stabiliti) ha avuto luogo nel 2008. Il termine ultimo entro cui le imprese possono registrare le sostanze chimiche prodotte, importate o immesse sul mercato dell’UE in quantità superiori a una tonnellata è stato fissato per il 31 maggio 2018 e costituisce il secondo riesame del Reach. Tutte le procedure Reach sono attuate dall’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) con sede a Helsinki, istituita nel 2007. L’ECHA ospita la più grande banca dati sulle sostanze chimiche al mondo e consente il facile accesso online ai dati sulla sicurezza chimica. Partecipa inoltre all’attuazione di altre normative UE sulle sostanze chimiche ed è destinata a diventare un riferimento per la loro gestione sostenibile.

 

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