LO STUPENDO CORTILE DI PALAZZO DAL VERME

di Carlo Radollovich

Luigi Dal Verme, figlio di Jacopo, vissuto a cavallo tra il XIV e il XV secolo, nominato conte da Filippo Maria Visconti per aver combattuto con coraggio contro la Repubblica di Firenze, fu senza dubbio un abile ed esperto condottiero.

Fu però anche amante delle costruzioni più eleganti, tanto da farsi edificare un magnifico palazzo su un terreno della Contrada di San Giovanni sul Muro. Purtroppo, quando morì di peste nel 1449, l’edificio non era ancora stato completato. Ci pensarono suo figlio Pietro e il nipote Federico a rifinirlo con un tocco di vera raffinatezza.

Lo stabile giunse a noi in discrete condizioni sino al secolo scorso, quando i bombardamenti del secondo conflitto mondiale lo distrussero. Sopravvive però il cortile rinascimentale che lo abbelliva e che merita di essere visitato. E’ ubicato in via Puccini, a pochi passi da quel famoso teatro (il “Dal Verme”) che gli eredi della nobile famiglia fecero edificare nel 1870 per poi inaugurarlo due anni più tardi.

Il cortile, di forma quadrata, è particolarmente ravvivato da un portico di quattro arcate per lato. Spiccano le colonne con capitelli in stile Corinzio e caratteristiche teste di cavallo, da cui sono stati eliminati, non si sa per quale motivo, diversi stemmi araldici. Nei bassorilievi sono visibili diversi personaggi appartenenti alla famiglia Sforza.

Va sottolineato che, sopra il portico, esiste una striscia in laterizio sulla quale si ammirano alcuni delfini abilmente raffigurati, mentre sulle pareti di fondo del portico stesso si osservano graffiti con particolari prospettive architettoniche.

Infine, segnaliamo la presenza di una lapide che ricorda i restauri avvenuti sull’insieme del palazzo prima della Grande Guerra (1914) a cura di Jeanette Dal Verme nonché una seconda lapide che ci rammenta che qui abitò il generale Giuseppe Dezza (1830 – 1898), senatore del Regno d’Italia, aiutante di campo del Re e comandante di ben quattro Corpi d’armata.

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