WRITER COME VANDALI: SI TENTA DI FERMARLI

di Carlo Radollovich

Sino a qualche anno fa, i graffitari venivano descritti da certi osservatori come una sorta di artisti che esprimevano la propria creatività mediante “operazioni” pittoriche sui muri delle nostre città.

Alcuni di essi volevano soltanto promuovere il loro nome sulle pareti più in vista delle metropoli, altri intendevano raccontare semplici storie dipingendo spesso volti anonimi coloratissimi oppure desideravano porre l’accento su immagini a volte ambigue e di interpretazione non sempre chiara.

Oggi, forse tramontato il mito dei murales, assistiamo in diverse circostanze ad una vera pratica vandalica espressa con molteplici imbrattamenti e verniciature senza senso, suscitando innumerevoli condanne da parte dei cittadini. Tanto da costringere la Polizia locale, a Milano, a istituire uno speciale nucleo a tutela del decoro urbano.

Anche in questi giorni i writer si sono rifatti vivi nella nostra città introducendosi  nel deposito Atm di via Famagosta e coprendo con scritte multicolori le fiancate di alcuni vagoni appartenenti ad un treno della Metropolitana (Linea verde).

Ma altri attacchi si sono verificati nel corso dell’ultimo week-end, ad esempio quelli compiuti da quattro graffitari fermati e denunciati alla stazione QT8, fortunatamente prima che la loro azione vandalica potesse concretizzarsi. Pure la “Security Atm”, da anni attivamente impegnata nel cercare di evitare i loro dannosi ingressi nei depositi, ha collaborato nel far luce sulla deprecabile intrusione dei ragazzi che hanno comunque spaccato una porta. Sono state loro sequestrate macchine fotografiche, cellulari, bombolette di vernice spray e addirittura due “piedi di porco”. Purtroppo, altri tre depositi Atm sono stati triste oggetto da parte dei graffitari, tra cui il deposito ubicato al Gallaratese, con conseguente imbrattamento di alcuni convogli.

Va in ogni caso menzionato che, nel tentativo di escludere per quanto possibile le scritte teppistiche (la cui cancellazione comporta pur sempre costi elevati) nonché altri atti vandalici, sono oggi operative 5mila telecamere, quasi 4mila allarmi e altrettanti sensori.

In questi ultimi mesi, complessivamente, la situazione è comunque migliorata, ma la guardia non viene affatto abbassata. Il tutto per salvaguardare carrozze e altre strutture, proteggendole da azioni veramente aberranti.

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