Professore picchiato a scuola dal padre di un alunno, l’istituto decide di sanzionare il docente

di Donatella Swift

Ha fatto un certo effetto leggere la lettera con cui un professore di Treviso, che alla vigilia delle ultime vacanze di Natale, aveva ricevuto due sberle da parte di un genitore e che al momento si ritrova con un provvedimento sanzionatorio da parte della scuola in cui insegna. Il Professore in questione ha deciso di scrivere una lettera al Ministro della Pubblica Istruzione, Valeria Fedeli, chiedendole, tra le altre cose, come sia possibile che da vittima di un sistema che sta diventando sempre più aggressivo nei confronti del mondo degli insegnanti, ci si possa ritrovare, come nel suo caso, ad essere considerato quasi colpevole.

I fatti: a poche ore dalle tanto sognate vacanze in una scuola media di Paese, in provincia di Treviso, un professore è rimasto vittima di una vera e propria aggressione da parte del padre di un suo alunno di terza media, recatosi a scuola per avere un confronto con il docente, che un paio di giorni prima, a suo modo di vedere, aveva invitato con maniere considerate un po’ troppo brusche il ragazzo ad uscire con tutta la sua classe per la ricreazione. L’alunno si era in un primo momento rifiutato in quanto aveva detto di voler stare in classe, ma lo aveva fatto con un tono di sfida, che aveva suggerito al professore una ripresa evidentemente poco gradita al genitore. Ora, al di là dell’episodio di cronaca, e Dio sa quanti ce ne sono di questo tipo quando anche non più pesanti nelle scuole italiane di questi tempi, ciò che stride è che la scuola non abbia trovato di meglio che sanzionare il professore che aveva ricevuto i genitori dell’allievo, ma aveva anche finito con il prendere schiaffi, tanto che qualcuno aveva chiamato addirittura i Carabinieri.

Nella lettera inviata al Ministro il professore scrive: “Sono rimasto esterrefatto. Invece di prendere provvedimenti contro gli autori dell’aggressione, la scuola avvia un provvedimento contro il proprio docente vittima dell’aggressione.  E dato che come insegnante credo nel valore educativo della scuola questa vicenda mi ha fatto ancora più male”. Ed il punto è proprio questo: chi dovrebbe tutelare il proprio lavoratore è proprio colui che al contrario si erge a giudicarlo in maniera poco responsabile, e così facendo finisce per legittimare altri comportamenti decisamente poco consoni all’ambiente scolastico sia da parte dei genitori che da parte degli alunni, sanzionando addirittura il docente e mascherando il provvedimento – come nel caso della Preside della scuola media in questione, come un atto dovuto.

Quello che ai più sembra solo un crescendo di episodi di cronaca legati al mondo della scuola in realtà sta prendendo la piega di una crescente emergenza sociale, laddove i figli sono diventati intoccabili e il dialogo tra scuola e famiglie sembra essersi ridotto drasticamente, così come anche la possibilità di intervento all’interno della stessa scuola

 

 

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