GIUSEPPE PARINI: IL MISTERO DELLA SUA TOMBA

di Carlo Radollovich

Giuseppe Parini, nato nel 1729 a Bosisio, morto a Milano (Brera) nel 1799, sommo poeta e abate, uno dei massimi esponenti del Neoclassicismo e dell’Illuminismo in Italia, non dispone ancora di una tomba per coloro che volessero rendergli omaggio.

Aveva lasciato scritto che il suo funerale avrebbe dovuto celebrarsi nel modo più semplice possibile, evitando perciò, in modo assoluto, esequie solenni.

Le sue spoglie vennero deposte nel cimitero di Porta Comacina susseguentemente denominato di Porta Garibaldi , detto anche della Mojazza, uno dei cinque che erano stati collocati fuori dalle porte della città. Il nome “Mojazza” trae origine dal terreno decisamente umido in cui si trovava. Nel dialetto milanese, moja’ significa addirittura “inzuppato”.

Tale cimitero era stato costruito nel 1686 in un’area oggi chiamata “Isola” nei pressi di Via Borsieri e successivamente trasferito su un appezzamento di terreno oggi occupato da piazzale Lagosta.

Tra le usanze di quei tempi non figurava quella di sistemare una lapide in corrispondenza della tomba, ma sul muro di cinta del cimitero. Ciò veniva effettuato per ricordare i cittadini più importanti, mentre agli altri veniva semplicemente dedicata una croce in legno senza nome.

In effetti, la lapide del Parini si trova ancora dove era stata murata in quel lontano 1799 (su una parte dello stesso muro di cinta del cimitero), ora visibile nel cortile di un grande caseggiato al civico 1 di piazzale Lagosta (vedi foto).

Ma della tomba nessuna traccia.

Alcuni sostengono che la salma sia andata perduta nel trasferimento da un cimitero all’altro. Altri riferiscono che i necrofori, all’apertura della tomba, non rinvennero neppure alcuni resti del poeta.

Negli anni Venti furono edificate diverse villette sull’area del cimitero. Sono però ancora oggi visibili due colonne tra via Lario e via Arese che segnalavano uno degli ingressi. Ma il corpo del Parini dove rimane in realtà? Alcuni studiosi affermano che giacerebbe, sperduto, sotto piazzale Lagosta.

Non si potrebbero effettuare oggi approfondite ricerche ? Perché le vecchie amministrazioni comunali non hanno saputo prendersi solerte cura della tomba di un celebrato poeta che ci ha lasciato opere di grande valore?

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