LA SAGRESTIA VECCHIA DI SANTA MARIA DELLE GRAZIE

di Carlo Radollovich

La sagrestia vecchia, presso la chiesa di Santa Maria delle Grazie, ci appare come un vero gioiello di raffinatezza ed è peccato che la si possa visitare solo in occasione di mostre aperte in loco.

L’esterno della sagrestia si presenta si presenta a forma di elegante parallelepipedo in cotto, mentre l’interno ci lascia semplicemente incantati, grazie anche ad una illuminazione particolarmente indovinata. Osservare la volta mozzafiato, su cui spicca un intenso cielo stellato, ci invita a riflettere sulle grandi facoltà pittoriche di coloro che l’hanno realizzata. Nelle facce interne dei pilastri dell’abside sono state raffigurate curiose  immagini di Ludovico il Moro e di suo figlio Massimiliano, mentre il soffitto, splendidamente affrescato, potrebbe essere opera di Leonardo Da Vinci. A tale riguardo si stanno ancora eseguendo studi particolareggiati poiché la paternità dell’opera non è ancora stata attribuita con certezza al grande maestro.

Sulle pareti si notano armadiature intarsiate a due piani, sulle quali hanno lavorato Vincenzo Spanzotti attorno al 1497, per volontà di Ludovico il Moro, e pure padre Bandello. Cornici, lesene e fasce decorative sono ornate a tarsia, gradatamente sostituita dalla pittura nelle composizioni a sfondo paesaggistico raffiguranti storie del Nuovo e del Vecchio Testamento. Inoltre, alcuni sportelli delle armadiature sono ornati con rappresentazioni di imprese sforzesche. Va ricordato che, in tali armadi, erano riposti pregevoli arredi sacri che, poco dopo l’avvenuto imprigionamento del Moro da parte dei francesi (10 aprile 1500), furono asportati dai transalpini e mai più restituiti.

Un’ultima annotazione: dietro uno degli armadi si nasconde l’entrata di un passaggio segreto sotterraneo, ora chiuso, grazie al quale Ludovico poteva raggiungere indisturbato i suoi appartamenti presso il Castello Sforzesco.

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