L’ELEGANZA DI PALAZZO GREPPI

di Carlo Radollovich

A pochi passi dall’Università Statale, in via Sant’Antonio 12, sopravvive, nella sua splendida imponenza, un affascinante angolo della Milano settecentesca, in perfetto stile neoclassico.

Ecco Palazzo Greppi, significativa opera del grande architetto Piermarini, edificato tra il 1772 e il 1778. Ai tempi del conte Antonio Greppi diventò uno centri più importanti della vita sociale della nostra città. Lo stabile appartenne e appartiene tuttora ai conti Greppi.

Il citato Antonio Greppi, primo proprietario dell’edificio, era stato nominato da Vienna “Fermiere generale della Lombardia austriaca” e nel 1751 poté addirittura fregiarsi del titolo di Governatore di Milano. La “Ferma Generale” era un’apposita istituzione che si trovava al centro della riscossione delle imposte indirette, come quelle tanto odiate dai nostri concittadini del secolo XVIII e relative al sale e al tabacco. Inutile aggiungere che l’imprenditore Greppi, senza dubbio abile nel gestire la propria professione, era stato in grado di appropriarsi dei necessari e cospicui capitali per poter erigere questo superbo e maestoso palazzo.

Ma diamogli subito un’occhiata. Si può accedere attraverso il portone principale e subito ci si incanta nel salire al primo piano grazie ad uno stupendo scalone, ai lati del quale si possono ammirare affreschi dalle tonalità molto delicate.

Si entra poco dopo in due caratteristiche salette di ricevimento. Una delle due, la più lunga, ospita un affresco di Andrea Appiani (“Giove e Ganimede”), quel pittore che, come alcuni lettori sapranno, era entrato nelle grazie di Napoleone per averlo dipinto in un semplice ma particolare ritratto a carbone e gessetto su carta, davvero riuscitissimo.

Proseguendo la visita, ci si imbatte nel grande salone da ballo e tutti noi possiamo immaginare le sfarzose feste organizzate dal conte Greppi, anche in maschera durante il periodo carnevalesco. In questo salone si ammirano i pregevoli stucchi di Giocondo Albertolli, noto anche come progettista e decoratore per la Corte asburgica, e di Giuseppe Levati, per anni insegnante di Prospettiva presso l’Accademia di Brera.

Una visita all’interno di Palazzo Greppi è senz’altro auspicabile, soprattutto per le bellezze artistiche che vi si possono apprezzare.

Orari d’apertura: lo scalone è sempre accessibile durante le normali ore d’ufficio, mentre le sale sono aperte soltanto in occasione di conferenze, convegni e quando sono qui previste lezioni dell’Università Statale.

 

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