IL CHIOSTRO DELLE UMILIATE

di Carlo Radollovich

Dopo aver chiesto espressamente al custode di via Cappuccio 7 (una strada ubicata in pieno centro cittadino), la possibilità di visitare questo stupendo chiostro, il turista si dichiarerà senz’altro ammirato nell’aver potuto osservare da vicino uno degli angoli più deliziosi di Milano.

Questo monastero femminile era stato eretto tra il 1490 e il 1500 su quanto rimaneva del Circo Romano. Venne purtroppo soppresso da Napoleone e venduto nel 1811 alla Società Tipografica dei Classici italiani.

Iniziarono in quell’anno alcune penose modifiche della struttura: il loggiato superiore fu reso invisibile mediante la costruzione di un muro e la piccola chiesa a lato venne addirittura demolita.

Inutile aggiungere che un ampio degrado iniziò a coinvolgere il tutto e il triste episodio durò in pratica sino alla fine dell’Ottocento. Ma ecco un insperato aiuto a favore del chiostro, concretizzatosi attorno agli anni Dieci.

Fu infatti acquistato da Guido Ucelli di Nemi (1885-1964), ingegnere e facoltoso dirigente d’azienda, conosciuto tra l’altro per aver diretto i lavori di recupero di alcune navi romane adagiate sui fondali del lago di Nemi.

Egli volle mettere subito mano al restauro più completo del chiostro, tanto che lo stesso, una volta portati a termine i lavori, venne dichiarato monumento nazionale nel 1923.

Dicevamo della piacevole sorpresa del visitatore, il quale può contemplare le quattro ali di porticato a due ordini nonché trentaquattro raffinate colonne sormontate da eleganti capitelli. Lungo le pareti del loggiato sono state poste otto colonne in serizzo (una pietra che possiede una conformazione simile al granito), provenienti dal Convento di Santa Maria della Vettabbia.

Al centro del chiostro, ci si imbatte in un verdissimo giardino, il quale sembra proiettarci a molti chilometri dalla città.

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